Ashley Olsen, condannato a 30 anni Diaw

Trent’anni. Questa la sentenza espressa dalla prima corte d’assise di Firenze per Check Diaw, il 27enne imputato per l’omicidio di Ashley Olsen

Trent’anni. Questa la sentenza espressa dalla prima corte d’assise di Firenze per Check Diaw, il 27enne imputato per l’omicidio di Ashley Olsen. La corte non ha riconosciuto l’aggravante della crudeltà. La 35enne americana fu trovata morta nel suo appartamento del centro storico fiorentino il 9 gennaio 2016. I giovani avevano trascorso la serata insieme, dopo essersi incontrati in un locale del centro. La giovane donna era stata prima colpita alla testa e poi strangolata. Presenti alla lettura della sentenza, i familiari di Ashley, la madre e il padre, e il fidanzato Federico, che trovò il corpo senza vita della giovane donna la mattina del 9 gennaio. "Dio sa, e io credo nella giustizia divina, che non è stato lui, e l’assassino è fuori in giro libero. Però Dio è grande, la verità verrà fuori", ha affermato al termine dell’udienza, Abrahaam Diaw, fratello di Chaik. Parlando con i giornalisti, il fratello ha lanciato un’accusa molto pesante. "Lui aveva paura. Non parlava italiano - ha spiegato - sono stato io a portare mio fratello dalla polizia e gli ho detto è stato con la ragazza che è stata trovata morta. La polizia non ha voluto scavare fino in fondo, non c’è il dna di mio fratello sul corpo della ragazza strangolata, ma del fidanzato. Io credo al 100% che non sia stato lui - ha concluso Abrahaam Diaw - hanno preso la strada più facile per incolpare un ragazzo di colore che non ha fatto niente. Andremo all’appello e vedremo che cosa viene fuori".