"Avvenire non è cattolico": un comitato di Rimini contro il quotidiano

Avvenire al centro delle critiche di un comitato riminese. Sullo sfondo della polemica un evento a favore dei diritti Lgbt e la "processione di riparazione"

Il quotidiano Avvenire al centro delle critiche del Comitato Beata Giovanna Scopelli da Reggio, sezione di Rimini. Una missiva pubblicata sul blog Chiesaepostconcilio, infatti, ha preso in esame un articolo inerente la cosiddetta "processione di riparazione" organizzata dagli stessi firmatari della lettera in funzione del Summer Pride, manifestazione a favore dei diritti Lgbt, tenutasi nella città romagnola.

"Anche quest’anno - si legge nel testo che può essere letto per intero qui - tocca lamentare il rude, ingiusto e un po’ vile trattamento che il suo quotidiano - ha scritto il Comitato al direttore della testata della Cei - riserva a coloro che da laici, senza nulla chiedere alla Chiesa se non la benevola comprensione verso chi a viso scoperto offre il fianco alla rappresaglia civile e al linciaggio massmediatico di una società che ha in odio il vero e in opposizione feroce il santo, tentano di mettere in pratica l’obbligo evangelico della testimonianza, mettendo a rischio il proprio nome e l’onorabilità propria e dei congiunti, sorte che con ogni evidenza non sta a cuore del quotidiano e dei suoi redattori".

Parole forti, tese a introdurre una riflessione sul fatto che Avvenire abbia, stando alle tesi di coloro che hanno optato per inoltrare questa missiva, pubblicato un articolo che sarebbe arrivato a 'manipolare' "ad arte il significato della processione, nel titolare "preghiera contro", e "imbastendo su questo concetto un miserabile processo inquisitoriale, volto a screditarci anche nella fede".

La titolazione del post del già citato blog è più che eloquente: "Il quotidiano dei vescovi non è cattolico". Ecco, dopo una serie di considerazioni sul testo del pezzo contestato, arrivare alcune ulteriori specificazioni: "Scandalo : questo è l’oggetto disputato sul quale non si vuole prendere posizione perché foriero di opposizioni che non si vogliono e non si reputano necessari, preferendo accodarsi alla vulgata misericordiosa che smussa gli angoli di ogni contrapposizione nella speranza vana di generare una pace sociale proteiforme e adattabile ad ogni capriccio rivendicativo".

Insomma: sembrerebbe di capire che secondo l'opinione espressa dal Comitato Beata Giovanna Scopelli da Reggio, sezione di Rimini, Avvenire sia troppo morbido nei confronti delle manifestazioni a favore dei diritti Lgbt. L'Arcigay riminese, nella persona del suo presidente, ha scritto un'altra lettera: quella diretta al vescovo Francesco Lambiasi, che ha invece aperto al dialogo sostenendo che "si deve sempre coniugare carità e verità insieme".