Avvocato con la pistola, allontanato dal processo

L'episodio si è verificato al tribunale di Imperia. Il legale ha un regolare porto d'armi ma non può entrare armato nel palazzo di giustizia

Aveva con sé una pistola e, all'ingresso del tribunale di Imperia, prima di arrivare al metal detector, l'ha comunicato alla guardia giurata, che insieme a una poliziotta stava controllando l'ingresso al palazzo di giustizia. L'avvocato Carlo Mussa, di Torino, legale di parte civile nel processo a Francesco Bellavista Caltagirone, ha un regolare porto d'armi. Avrà pensato di fare la cosa più normale del mondo, anche alla luce di quanto successo giovedì scorso al tribunale di Milano. Ma secondo il procuratore capo di Imperia, Giuseppe Geremia, non c'era nulla di normale in quel comportamento. Anzi, si è trattato di un "gesto improvvido". Così ha fatto accompagnare l'avvocato fuori dall'aula dove si celebrava il dibattimento, e in un secondo momento fuori dal tribunale. In virtù del porto d'armi l'avvocato è autorizzato a girare armato. Ma non può farlo all'interno del tribunale, dove i soli autorizzati a farlo sono le forze dell'ordine e gli addetti alla sicurezza, oltre ai magistrati. Gli avvocati no.

Ma riepiloghiamo come sono si sono svolti i fatti. All'ingresso del palazzo di giustizia l'avvocato autodenuncia la propria pistola. La poliziotta inizialmente resta interdetta, poi gli ordina di consegnarla, chiedendogli di esibire il porto d'armi. Il caso però non finisce lì e, giunto all'attenzione del procuratore capo, suscita un gran polverone. "Non si poteva assumere la custodia dell’arma - ha spiegato il procuratore Geremia alla Stampa - non è un compito che debba essere svolto dalla polizia giudiziaria, o da qualcun altro all’interno del tribunale. Diciamo che sarebbe stato meglio se questa persona non se la fosse portata dietro".

L'avvocato è stato raggiunto in aula e, dopo che gli è stato comunicato quando deciso dal procuratore, è stato accompagnato fuori. Lui inizialmente ha protestato, poi ha dovuto nominare un sostituto. Una volta fuori dal tribunale l'ispettore di polizia che aveva avuto in consegna l'arma gliel'ha restituita. UN piccolo caso di cronaca, che si inserisce nel filone delle polemiche, spesso aspre, divampate dopo la tragedia del tribunale di Milano, con un uomo che ha esploso tredici colpi di pistola uccidendo tre persone.

Commenti
Ritratto di sepen

sepen

Mar, 14/04/2015 - 13:00

Ecco, se l'avvocato vittima del pazzo di Milano avesse avuto la pistola con sé, forse (dico FORSE) avrebbe potuto difendersi invece di farsi impallinare come un tordo. Prima di unirsi al solito coro 'basta armi in circolazione' magari si dovrebbe pensare a chi le ha ste benedette armi...