Badante albanese rubava in cassaforte: il modo in cui la scoprono è particolare

I fatti sono avvenuti a Pieve di Teco, nell'immediato entroterra di Imperia e tutto ha avuto inizio, quando la figlia dell'anziano si è accorta di un anomalo ammanco di denaro. La cassaforte, infatti, non risultava forzata

Una badante albanese di 39 anni sospettata di avere commesso una serie di furti dalla cassaforte situata in casa del pensionato che assisteva, è stata incastrata dai carabinieri, grazie a un particolare stratagemma. I fatti sono avvenuti a Pieve di Teco, nell'immediato entroterra di Imperia e tutto ha avuto inizio, quando la figlia dell'anziano si è accorta di un anomalo ammanco di denaro. La cassaforte, infatti, non risultava forzata.

Qualcuno, quindi, doveva per forza averla aperta con delle chiavi che la famiglia aveva nascosto in un posto ben preciso dell'appartamento. Inoltre, non erano stati asportati i gioielli e ciò faceva pensare che il ladro mirasse esclusivamente ai contanti. I famigliari contattano i carabinieri e i sospetti si concentrano presto sulla badante, l'unica estranea che frequentava l'abitazione.

La prova del nove sulla sua colpevolezza si ha, quando gli investigatori chiedono alla famiglia di mettere altri soldi nella cassaforte. In questo caso: 1.050 euro, in diverso taglio. Le banconote, naturalmente, sono state prima fotocopiate.

Come da copione, la badante entra in casa e terminato il servizio, esce con i soldi in tasca. I famigliari entrano subito dopo, si accorgono che manca il denaro dalla cassaforte e chiamano i carabinieri. La trentanovenne viene fermata, poco dopo, con la refurtiva in tasca. Impossibile negare la propria responsabilità, visto che il numero di matricola delle banconote in suo possesso, corrisponde a quello sulle fotocopie.

Commenti

venco

Sab, 12/01/2019 - 11:02

Badante albanese, cosa pretendevano?