Dal bando alle pubblicazioni: così si ottiene la cattedra all'università

Le polemiche per i concorsi "sistemati" per le cattedre da docente universitario non si spengono. Ecco le falle nelle norme per i posti da Professore

Le polemiche per i concorsi "sistemati" per le cattedre da docente universitario non si spengono. Nel corso degli ultimi anni sono state apportate alcune modifiche sulle procedure di selzione ma anche nelle ultime norme in vigore ci sono falle che permettono ampi spazi di manovra per chi vuol provare ad ottenere una cattedra. Le variabili per entrare nel mondo dei docenti universitari con il concorso sono ben diversi tra il lato scientifico e quello umanistico. Come riporta ilCorriere, per quanto riguarda medicina e matematica a contare sono soprattutto le citazioni dei propri lavori. È differente invece il caso delle materie umanistiche: qui servono libri scritti e pubblicazioni su riviste prestigiose. E così un aspirante professore può inviare il proprio report ad un editor che poi lo sottopone alla revisione di un professore associato o ordinario. All'estero la musica è ben diversa. La revisione viene affidata ai ricercatori ma anche a dototrandi e professori. Una platea molto più ampia. Infatti nella realtà italiana è molto probabile che un docente possa già conoscere in partenza chi ha prodotto il lavoro e magari avere un occhio di riguardo per il giudizio sulla pubblicazione. Di fatto una commissione indipendente per ottenere l'abilitazione all'insegnamento universitario potrebbe essere una sorta di salvaguardia per la regolarità della procedura. Ma gli atti vengono controllati dopo e sono disponibili, insieme alle motivazioni, solo per 60 giorni sul web. Infine c'è pur sempre la piaga dei concorsi: un bando scritto a misura per il candidato di fatto non solo gli dà il passaporto per la cattedra, inoltre taglia fuori di fatto anche i possibili "concorrenti". Insomma le falle nella norma ci sono ancora e vengono spesso utilizzate.