Esplosione mortale nel Barese in una ditta di fuochi artificiali

Sette le vittime e cinque i feriti, di cui uno in condizioni gravi. Nella fabbrica di Modugno lavorano una decina di persone. Ci sono alcuni dispersi

Le vittime sono sette e cinque persone, di cui una in maniera grave, sono rimaste ferite a Modugno, in provincia di Bari, dove si è verificato un incidente in una fabbrica di fuochi artificiali.

Il problema è avvenuto nella ditta Bruscella, dove lavorano una decina di persone. Ancora ignote le cause che hanno scatenato l'esplosione, avvenuta poco dopo le 12.30 nella ditta che si trova nelle campagne attorno a Modugno.

Vigili del fuoco, carabinieri e ambulanze sono arrivati subito sul posto, per mettere in sicurezza l'area. Il ferito più grave è stato subito trasferito, insieme agli altre tre. Sono stati portati al Policlinico di Bari, al San Paolo e all'ospedale Di Venere.

Se inizialmente sembrava che i corpi senza vita fossero solo quattro, altri tre morti sono poi stati trovati all'interno della fabbrica. I corpi non sono ancora stati recuperati e non è detto che il bilancio sia definitivo.

I pompieri sono all'opera per spegnere i focolai d'incendio causati dalle esplosioni ed evitare problemi per le campagne e le aree boschive che circondano l'azienda. All'appello mancherebbero ancora sei persone.

Secondo il procuratore di Bari, Giuseppe Volpe, "ci vorranno almeno 24 ore affinché i vigili del fuoco possano accedere in sicurezza nella struttura, che è crollata. Solo allora si potrà fare un bilancio delle vittime che ad ora appare tragicamente alto".

Il presidente del Consiglio regionale, Mario Loizzo, ha espresso in un comunicato il "sincero e profondo cordoglio per le vittime" suo e dei colleghi, aggiungendo che si tratta dell'ennesimo incidente che avviene in una ditta che si occupa di fuochi pirotecnici. I sindacalisti della Cgil hanno chiesto di rafforzare la normativa sulla sicurezza e i controlli.

Commenti
Ritratto di Agrippina

Agrippina

Ven, 24/07/2015 - 17:23

tragedia immane,immagino lo strazio delle famiglie,dolore immenso.

Holmert

Ven, 24/07/2015 - 18:37

Vengono chiuse le acciaierie che danno lavoro a migliaia di operai con relative famiglie da sfamare,ritenute causa di cancro tutta da dimostrare.Solo ipotesi statistica. Mentre le fabbriche di fuochi pirotecnici che ogni tanto saltano in aria facendo morti e distruggendo famiglie intere ,restano operative ed a nessuno frega niente.Sarebbe ora e tempo di chiuderle e proibirne l'attività. Troppi rischi veri e troppi morti.

rossini

Sab, 25/07/2015 - 09:46

Ieri la prima pagina di quasi tutti i quotidiani era dedicata ai migranti affogati a poche miglia dalle coste della Libia. La notizia è stata data quasi a sottintendere che di quelle morti saremmo responsabili noi che dovremmo mandare le nostre navi a caricarli a domicilio nei porti libici. Dei sette nostri fratelli morti sul lavoro vicino Bari si è detto molto poco ed in terza, quarta battuta. Freghiamocene degli immigrati e pensiamo agli Italiani. Non si può fare tutto e non si può dare tutto a tutti.