Bari, le mani della mafia sul carcere: "Così si dividono anche le sezioni"

Un pentito svela i meccanismi interni alla prigione. "I responsabili garantiscono l'ordine interno"

Un meccanismo ben oliato, svelato dalle confessioni rese da Giuseppe Simeone, pentito ritenuto tra i più affidabili, e riportate da Repubblica. Nelle sue parole la dimostrazione di come la mano dei clan mafiosi sia in grado di entrare anche nelle celle, in questo caso al carcere di Bari, prendendo in mano la "gestione" delle sezioni.

Una pax mafiosa tra clan che regola la vita del carcere, dove "di regola la prima sezione o la quarta sezione è in mano ai Capriati, se c’è uno dei Capriati oppure in mano ai Diomede". In cui il responsabile dei clan è chiamato a "cercare di evitare le discussioni stupide, queste cose qui... prendere i ragazzi se si sono litigati in cella, diciamo devi garantire un ordine generale della sezione".

Confessioni che sono state rese nell'ambito di un processo che vede due agenti della penitenziaria, arrestati nel giugno 2013, accusati di avere lasciato passare oggetti personali vietati dal regolamento del carcere, droghe incluse.