Bari, negozio di marijuana legale vicino una scuola

Si chiama hemp shop ed è un negozio che vende prodotti a base di marijuana. Sta per aprire nei pressi di un liceo e il preside esprime la sua preoccupazione

Bari, Corso Cavour. A pochi passi dal noto liceo scientifico "Scacchi" un manifesto verde brillante con una foglia di cannabis segnala la prossima apertura di un cosiddetto hemp shop o grow shop, ovvero un negozio di marijuana legale dove è possibile acquistare prodotti di vario genere a base di canapa: bevande e infusi, alimenti confezionati, semi, farine, piante e infiorescenze. Il business di questo tipo di marijuana light - la sostanza psicotropa thc responsabile dei gravi effetti collaterali e illegale in Italia è contenuta in bassissime quantità - è esploso in seguito all'approvazione della legge sulla canapa del dicembre 2016.

A destare preoccupazione è la presenza dell'esercizio commerciale - un altro è situato a qualche isolato di distanza e precisamente in via Cardassi - nei pressi di una delle scuole più frequentate del capoluogo pugliese e il preside della stessa, Giovanni Magistrale, pur affermando di non aver ricevuto sollecitazioni o segnalazioni da parte dei genitori, si dichiara preoccupato.

"Come responsabile della scuola, combattiamo quotidianamente contro il fumo delle sigarette e, ovviamente, contro il consumo di sostanze. Non abbiamo avuto episodi particolari, situazioni particolarmente incresciose, ma non ci facciamo illusioni: anche solo per una questione statistica, dobbiamo supporre che anche i nostri studenti facciano uso di marijuana".

Da tempo è noto l'impegno profuso dal liceo Scacchi nelle attività di prevenzione e controllo le quali sono basate su una stretta collaborazione tra il corpo docente e le unità cinofile dei Carabinieri. Ma conclude Magistrale stringendosi nelle spalle:

"Se questi negozi aprono, dovranno pure avere tutte le autorizzazioni necessarie e noi, in quanto funzionari pubblici, non possiamo che attenerci alle leggi".

Repentina la replica dei titolari di "La fattoria della canapa", ovvero l'esercizio commerciale incriminato:

"Siamo produttori di canapa, la produciamo per uso completo. Abbiamo pensato quindi anche alla commercializzazione ma, per alcuni prodotti come le infiorescenze, la normativa non è del tutto chiara, ci sono molti punti interrogativi, stiamo valutando il da farsi per capire se l'apertura è fattibile o meno e vogliamo andarci cauti".

Gli stessi sperano che le polemiche - a loro dire sterili - vengano presto sedate e stanno prendendo in considerazione l'ipotesi di cambiare l'ubicazione del negozio.