Bari, la storia di Vitantonio, disabile senza lavoro da più di vent'anni

La beffa: ha ricevuto una lettera per un'occupazione inesistente

Vitantonio Colaianni, 43 anni, una vita in attesa di quel posto di lavoro che gli spetta di diritto. Perché Vitantono è disabile ed iscritto all'ufficio di collocamento obbligatorio da più di vent'anni. Ventuno per l'esattezza, ma quell'occupazione non è ancora arrivata.

A giungere al suo indirizzo, però, una lettera di assunzione. Esattamente un anno fa. Un miraggio dopo anni di attesa. Anni in cui il tempo era scandito da giornate tutte uguali tra loro tra speranze e delusioni nel tempo vuoto dell'attesa.

Quella lettera arriva, così, quando Vitantonio non ci sperava più. E la speranza muore subito quando l'uomo scopre che quel posto di lavoro tanto agognato, in realtà non c'è. A raccontare la storia di Colaianni è il quotidiano regionale la Gazzetta del Mezzogiorno.

La missiva, in realtà non doveva arrivare. Ed è ancora mistero sul perché sia giunta al suo indirizzo. Ancora da chiarire è la responsabilità degli uffici competenti. Intanto, come si legge sul quotidiano pugliese, la pratica di assunzione non si trova più, né al Centro per l’impiego né alI'ispettorato del lavoro.

La lettera indicava un lavoro con “chiamata numerica” per la mansione di addetto al servizio mensa presso un’azienda (la Gesa Srl come si legge ancora sulla Gazzetta) in un centro commerciale di Casamassima (un paese vicino Bari).

Ma di quel posto neanche l'ombra in realtà. Addirittura Colaianni, viene informato che ci sarebbe stata una sospensione per questa assunzione “a causa di non meglio precisati lavori di ristrutturazione” come spiega ancora il giornale regionale. “Al Centro per l’impiego, oltre a declinare ogni responsabilità, mi hanno suggerito che ormai l’unica via era quella della denuncia a carico dell’azienda, tramite l’Ispettorato del lavoro” dichiara Colaianni. Ma anche questo non ha smosso nulla.

“Ciò che resta è nulla: non ho risposte da quasi un anno, ma soprattutto non ho un lavoro. È tutto paradossale” conclude l'uomo, che ha così davvero perso ogni speranza di avere finalmente un lavoro.