Basilicata, dissequestrato il centro oli dell'Eni

Finito nel mirino della magistratura di Potenza che indaga sul petrolio e sul traffico illecito di rifiuti

Il via libera della procura è stato decisivo dopo che i consulenti dei magistrati avevano detto sì alle opere necessarie a modificare l'impianto. Da oggi il Centro oli di Viggiano, in provincia di Potenza, è riaperto, sia pure in una forma limitata come quella del “dissequestro temporaneo” disposto dalla stessa procura della Repubblica.

Il Centro oli fu sequestrato il 31 marzo scorso. Alla chiusura trattava circa 75mila barili al giorno. La magistratura lucana, nell'ambito dell'inchiesta sul petrolio, che ha portato ad arresti eccellenti e alle dimissioni dell'ex ministro Federica Guidi, ritenne necessario fermare le attività di due vasche e di un pozzo di reiniezione, ravvisando l'ipotesi di smaltimento illecito di rifiuti.

Grazie al dissequestro sarà possibile realizzare quelle opere che proprio i tecnici dell'Eni hanno suggerito nell'istanza di dissequestro presentata alla procura della Repubblica di Potenza il 20 maggio scorso e accolta dai magistrati. I lavori dovrebbero svolgersi nell'arco di novanta giorni. Tre mesi per poi permettere, stando a quanto la stessa compagnia petrolifera ha dichiarato, di ottenere il dissequestro definitivo del Centro oli. Agli organi d'informazione, l'Eni ha confermato di voler collaborare con i giudici per fare piena luce della vicenda, offrendo il proprio contributo alla chiarezza dei fatti per mettere in evidenza la trasparenza della propria attività.

Commenti

killkoms

Mer, 01/06/2016 - 16:50

meglio tardi che mai...!

Albius50

Mer, 01/06/2016 - 18:46

Solo degli sprovveduto investono in ITALIA; troppo complicato gestire un impresa dove le regole vengono confezionate di volta in volta.