Basta cd pirata Per i cantanti adesso è in Cina lo show vincente

La musica in formato digitale? È l’ultimo stadio della globalizzazione. E l’esempio, ancora una volta, viene dall’Estremo Oriente. «Quando a vendere molto erano i cd, il valore del mercato cinese era uguale a zero», racconta Enzo Mazza, numero uno di Fimi, la Federazione dell’industria musicale italiana. «Non perché i cantanti occidentali non piacessero, ma perché i cd in circolazione erano tutti, senza eccezioni, contraffatti. Oggi la situazione è cambiata completamente». Una delle principali società che offrono musica in streaming a livello mondiale, Tencent, è cinese: già oggi a Pechino e dintorni ha quindici milioni di abbonati che dai loro telefonini possono accedere a un catalogo di musica praticamente infinito. Il concetto stesso di contraffazione di fatto non esiste più ed essere presenti su Tencent ha costi praticamente irrilevanti. «Le barriere di accesso si sono annullate: basta avere un file digitale, un codice Isrc, l’equivalente del codice Isbn dei libri, e rivolgersi a un cosiddetto aggregatore», spiega Mazza. «Si finisce diretti, almeno potenzialmente, sul telefonino di milioni di cinesi. E in realtà molti cantanti italiani, anche poco o nulla conosciuti da noi, già ci sono». Il problema, naturalmente, è farsi ascoltare e quindi tutto si gioca su promozione e pubblicità. Ma in Europa c’è già chi, scientificamente, è già partito all’assalto di 1,3 miliardi di ascoltatori. Cristopher Nissen, 25 anni, è un cantante danese, senza particolari glorie, se non quella di essere finito in testa alle hit parade del sue Paese e della Norvegia. Poi, senza tappe intermedie, ha investito sulla Cina. Nel 2014 è stato invitato a cantare uno dei suoi brani più noti, Cph girls, in un paio di show della tv cinese. Ha approfittato della visita per iniziare una campagna stampa sulle riviste per giovanissime. Biondo e carino, è diventato l’idolo delle adolescenti. Nel 2016 le sue canzoni sono state ascoltate 155 milioni di volte e Nissen ha finito l’anno con un trionfale tour di concerti nelle cinque principali città del Paese. È solo il primo esempio e il mercato dello streaming in Cina è appena iniziato, sostengono più o meno tutti i dirigenti delle principali società di produzione musicale internazionali. Su 1,3 miliardi abitanti basta una percentuale trascurabile di persone che decide di abbonarsi a un servizio a pagamento, per fare del Paese il mercato più grande del mondo.