"Basta scollature e infradito, è un Tribunale": polemiche a Ischia

Ischia, in Tribunale la giudice Cozzolino chiede un "abbigliamento consono al luogo": stop a pantaloni e gonne corte, spalle scoperte, scollature vertiginose, ciabatte da mare

Niente scollature, siamo avvocati. Si potrebbe riscrivere in questo modo un famoso detto per raccontare la polemica in corso nella sezione distaccata di Ischia del Tribunale di Napoli. Da qualche giorno, infatti, la giudice civile Immacolata Cozzolino ha fatto affiggere in bacheca un avviso in cui chiede a chiunque voglia accedere al suo ufficio di mantenere un «abbigliamento consono al luogo». E quindi tutti quelli che devono entrare nello studio della giudice, «parti, avvocati e operatori della Sezione», devono evitare «pantaloni e gonne corte, spalle scoperte, scollature vertiginose, ciabatte da mare». Un avviso che a molti ha fatto storcere il naso, visto che in questi giorni a Ischia si registrano temperature vicinissime ai 40°. Eppure la giudice Cozzolino non transige, vuole un abbigliamento «consono al luogo e adeguato al ruolo che si ricopre»: è un Tribunale, non uno stabilimento balneare, bisogna evitare infradito e maglie super scollate.

Questione di rispetto nei confronti del ruolo svolto e dell'istituzione in cui dipendenti e non si trovano, dunque, non si fa distinzioni di sesso. Tant'è vero che i più felici per questo provvedimento sembrano proprio gli avvocati uomini, tenuti a indossare la cravatta nonostante l'afa.