È giallo sul boss degli scafisti: dubbi e conferme sull'identità

Secondo la tv britannica il cittadino eritreo estradato martedì in Italia dal Sudan non sarebbe Mered Yehdego Medhanie, ma solo la vittima di uno scambio di persona. Ma gli investigatori smentiscono

Si apre un giallo intorno alla figura del "Generale", il trafficante d'uomini eritreo estradato in Italia dal Sudan con l'accusa di aver fatto entrare illegalmente nel nostro Paese almeno ottomila migranti.

Secondo la Bbc, l'uomo arrestato martedì dopo l'estradizione non sarebbe il boss del traffico d'uomini Mered Yehdego Medhanie, ma solamente la vittima di uno scambio di persona. La televisione di Stato britannica cita a questo proposito la testimonianza di Hermon Berhe, un amico dell'uomo arrestato, che sostiene che l'uomo che abbiamo tutti visto scendere dalla scaletta dell'aereo fra due poliziotti sarebbe in realtà Mered Tesfamariam.

Inoltre anche un giornalista eritreo-svedese che lo scorso anno aveva intervistato Mered Yehdego Medhanie sostiene che l'uomo delle foto non sia davvero il boss del traffico d'uomini, ma un omonimo 28enne.

La smentita della Procura di Palermo

La ricostruzione della Bbc, però, è stata smentita dalla Procura di Palermo, che non crede allo scambio di persona. Cautela è stata espressa anche dalla National Crime Agency di Londra: "Facciamo affidamento sui nostri partner, Questa è stata una complessa operazione che ha coinvolto più polizie ed è troppo presto per fare congetture su questa ipotesi."

Medhanie, 35enne, sarebbe legato a una rete internazionale del traffico d'uomini, responsabile tra l'altro del naufragio e della morte di oltre trecentocinquanta migranti al largo di Lampedusa nel settembre del 2013.

La sua cattura, lunga e laboriosa, era stata resa possibile dalla cooperazione fra le autorità investigative di diversi Paesi. L'Agenzia nazionale britannica contro la criminalità aveva fatto sapere ieri che Medhanie era stato localizzato in Sudan a maggio e qui era stato arrestato per poi essere estradato in Italia. Gli investigatori di mezza Europa erano però sulle sue tracce fin dal 2014, quando si trovava a Tripoli. Ora, anche dopo il suo arresto, le indagini proseguono su diversi fronti.

Commenti
Ritratto di MLF

MLF

Gio, 09/06/2016 - 13:05

Finira' che gli danno il permesso di soggiorno ad honorem...

moshe

Gio, 09/06/2016 - 13:08

L'ho già scritto, troveranno mille scuse per rilasciarlo presto.

Ritratto di Pajasu75

Pajasu75

Gio, 09/06/2016 - 13:17

Nel dubbio diamogli subito vitto, alloggio e paghetta. Tanto i veri scafisti sono quelli mandati da Alfano, considerato che i recuperi avvengono a poche miglia nautiche dalla costa.

ziobeppe1951

Gio, 09/06/2016 - 13:34

Va bene così, anche se non è lui, in galera e buttare la chiave

Ritratto di gianky53

gianky53

Gio, 09/06/2016 - 15:07

A dire il vero suonava strano un arresto in Sudan e quasi subito l'estradizione in Italia... dal Sudan!

Ritratto di Civis

Civis

Gio, 09/06/2016 - 16:34

L'hanno portato in Italia per consultazioni. Solo 8000 clienti in 3 anni? Gli altri 400.000 tutti in mano alla concorrenza: rischia il licenziamento.

guerrinofe

Ven, 10/06/2016 - 07:41

SIAMO ALLE SOLITE VA A FINIRE CHE DOVRANNO RISARCIRE!