Così le curve conquistano le sfilate. D'Ospina: "Vi svelo il mio segreto"

La comparsa di una top model curvy sull’edizione 2015 del Calendario Pirelli rivoluziona il concetto di bellezza. Intervista alla modella Elisa D'Ospina invita le donne a non vivere seguendo gli stereotipi: "Siate voi stesse"

"Una battaglia di rivalsa" delle modelle curvy (ovvero formose) contro anni di dittatura dell’eccessiva magrezza. Così Elisa D’Ospina, tra le più famose modelle per taglie forti d’Italia e autrice del libro Una vita tutta curve, commenta la comparsa di una curvy collega, l’americana Candice Huffine, sull’edizione 2015 del Calendario Pirelli.

Da sempre impegnata per promuovere il messaggio che tutte le taglie hanno diritto di essere rappresentate nel pantheon della bellezza, Elisa si racconta al Giornale.it: "A quindici anni sognavo di fare la modella ma mi dissero di perdere prima trenta chili. Dieci anni dopo, quando lavoravo ad una fiera, mi venne invece proposto di sfilare per le taglie forti: all’epoca avevo già deciso che nella vita mi sarei occupata di comunicazione e ho deciso di prenderla come un gioco. Così è iniziato tutto…".

Dal giugno 2010, quando c’è stata la prima copertina di Vogue Italia con una modella curvy, spiega, molte cose sono cambiate.

Tuttavia ancora adesso Elisa si dice infastidita da un modo di ragionare – che, sottolinea, troppo spesso è fatto proprio anche dai media – che classifica le donne solo in base al peso e alla taglia: "Per un periodo ero nota più per il mio peso e la mia taglia che per il mio nome. Ma siamo diventati tutti medici? Gli uomini che ho frequentato non mi hanno mai chiesto quanto pesassi".

"D’altronde nessuno si è mai sognato di chiedere a Monica Bellucci o a Sophia Loren quanto pesassero, conclude. E anche Kate Moss probabilmente non risponderebbe alla domanda", aggiunge piccata.

Elisa, autrice tra l’altro di un blog per Il Fatto Quotidiano, non rinuncia a levarsi qualche sassolino dalla scarpa: "Se sei alta 185 cm e pesi 90 chili, non sei obesa, al massimo sei sovrappeso. La bella notizia di oggi è però che, a partire dal calendario Pirelli, siano stati presi in considerazione diversi tipi di donne, più vicini a quelli espressi dalla società di oggi".

Attenzione però, avverte, a non usare a sproposito termini come anoressia e obesità: "Molto spesso negli ambienti della moda si incontrano ragazze dell’Est con un fisico naturalmente più esile di quelli che sono gli standard mediterranei. Anche nel mondo delle sfilate ci sono casi di anoressia, come in tutti gli altri campi, ma per fortuna ci sono anche molte ragazze sane".

In Italia "ci si sta svegliando piano piano", prosegue, ma le modelle curvy sono ancora poche: "Solo due grandi aziende considerano questo tipo di taglie. Il che è sbagliato, perché le statistiche ci dicono che le donne con taglie più morbide hanno un potere d’acquisto tre volte superiore alla media, proprio perché spesso non trovano le proprie taglie e così finiscono per acquistare molti più capi, una volta che li trovano".

Elisa ora va spesso nelle scuole, accompagnata da medici specialisti, a parlare dei disturbi alimentari. Ed è così che racconta la sua storia di modella curvy, iniziata “per scherzo” ma ben presto trasformatasi in una piccola crociata "per non essere donne stereotipate, ma solo e semplicemente se stesse".