Bestie di Satana, la Ballarin chiede la grazia a Napolitano

La ragazza, condannata per concorso nell'omicidio di Mariangela Pezzotta, ha scritto personalmente a Giorgio Napolitano

Elisabetta Ballarin, condannata per concorso nell'omicidio di Mariangela Pezzotta, una delle vittime delle Bestie di Satana, ha chiesto la grazia.

La ragazza, in carcere per scontare una pena definitiva a 23 anni di carcere, ha scritto personalmente a Giorgio Napolitano perché, come ha spiegato il suo legale, "ha capito i suoi sbagli, si vuole rifare una vita e cancellare quel periodo che appartiene a un passato che non riconosce più".

La richiesta al Capo dello Stato è stata sottoscritta anche dal sindaco di Brescia, Adriano Paroli, e dall'Associazione carcere e territorio alla Presidenza della Repubblica. 
 
"Quell’orrore non si cancella ma era anche una ragazzina finita in una compagnia sbagliata. Ho avuto modo di incrociarla all'Accademia Santa Giulia di Brescia (dove nell autunno scorso si è laureata, ndr), ma chi la conosce assicura che è un altra persona. Credo che a chi sbaglia così giovane vada data un altra possibilità anche se le colpe restano", ha spiegato il sindaco di Brescia. Elisabetta è stata condannata a 24 anni e tre mesi e attualmente gode del regime di semilibertà. Quando fu coinvolta nel delitto Pezzotta, il 29 gennaio 2004, aveva poco più di 18 anni.
Commenti

nino47

Dom, 21/04/2013 - 11:45

Pensa un pò! ha capito i suoi sbagli...certo come motivazione per uscire di galera è incontestabile!..dovrebbe però capire anche che certi "sbagli", e specialmente "certi",vanno pagati e che , in ogni caso, potrà rifarsi la vita che le rimarrà a pena scontata, cosa che,comunque, nessuno concederà alla sua vittima!!!

piero1939

Dom, 21/04/2013 - 12:31

questa qui e' tutta matta perché non chiede la grazia a belzebu'.

violina66

Dom, 21/04/2013 - 13:09

Ottimo che abbia capito i suoi sbagli, meglio tardi che mai. Il carcere ha infatti una funzione rieducativa. Continui a starci (in semilibertà!!!) scontando la giusta pena.

giosafat

Dom, 21/04/2013 - 13:27

Di fronte a tanta sfrontatezza, sua e dei vari fiancheggiatori, si dovrebbe, per senso di giustizia, raddoppiarle la pena.

Ritratto di federaldo18

federaldo18

Dom, 21/04/2013 - 13:29

La certezza della pena non esiste mai in Italia ? Che sconti almeno 15 anni di galera, se proprio lo merita, ma non prima: altro che grazia dopo solo 8 anni o poco più !

Ritratto di federaldo18

federaldo18

Dom, 21/04/2013 - 13:29

La certezza della pena non esiste mai in Italia ? Che sconti almeno 15 anni di galera, se proprio lo merita, ma non prima: altro che grazia dopo solo 8 anni o poco più !

rossini

Dom, 21/04/2013 - 14:01

Dunque, facciamo un po' di conti. L'omicidio lo ha commesso nel 2004, siamo nel 2013, sono passati appena 9 anni ed è già in semilibertà. Non le basta, vuole uscire definitivamente anche se dovrebbe scontare ancora 15 anni di carcere. Già questo dimostra che non è affatto pentita. La povera vita che ha stroncato per motivi ignobili non ritornerà più. Sconti la sua pena fino all'ultimo, chè già le è andata di lusso con la semilibertà!

giunchi catia

Dom, 21/04/2013 - 14:03

è pentita? benissimo!! ha rimasto solo 14 anni di prigione ,uscirà a 40 anni è ancora giovane ha tutto il tempo per farsi una nuova vita mentre la ragazza uccisa è sotto 3 metri di terra,per colpa sua.in questo paese di m....a sono più tutelati i delinquenti che le persone che soffrono per colpa loro.

ambrogione

Dom, 21/04/2013 - 14:10

Sono contento che abbia capito i suoi errori, dopo i 23 anni interamente scontati sono certo che li capira' ancor meglio. Il Tempo e' galantuomo con tutti.

Ilgenerale

Dom, 21/04/2013 - 14:29

Leggo tanti commenti rabbiosi e francamente non capisco . Io sono di destra ma sono per la rieducazione e il recupero di una persona. Secondo me il sistema e' sbagliato, ogni individuo ed ogni reato sono unici e irripetibili, per questo il codice da solo non funziona. Per me il magistrato dovrebbe essere affiancato da uno psicologo ed insieme dovrebbero decidere la CURA e non la pena, nei modi e nei tempi che dovrebbero cambiare da caso a caso ! Ad esempio una diciottenne che uccide in nome di satana e un mafioso che uccide su commissione sono due cose molto diverse. Alla prima 10 anni di assistenti sociali possono bastare al secondo probabilmente no!

blues188

Dom, 21/04/2013 - 15:07

la penso anch'io come ilgenerale. Anche se sono per la certezza della pena, va però considerata l'età della ragazza al momento del delitto. 18 anni sono troppo pochi per capire esattamente cosa si sta facendo. E sempre a quell'età i nove anni trascorsi sono tanti e può benissimo succedere che abbia capito la gravità del gesto. Quindi si consideri al meglio se concedere la grazia, ma sempre con l'aiuto di un sacerdote santo.

vince50

Dom, 21/04/2013 - 15:08

Anchio sono di destra e non da "mo" e,se mi si consente sono in totale disaccordo.Si potrebbe discutere di un omicidio non voluto e per alcuni aspetti fortuito,ma chi decide di togliere la vita ad un'altro essere umano in funzione delle ragioni più svariate,deve essere condannato e non recuperato.Così come non può essere recuparata la vita di chi è stato ammazzato,anzi in questo caso avrei dato l'ergastolo e senza sconti.

wolfma

Dom, 21/04/2013 - 15:17

NIENTE GRAZIA!!!! la povera Mariangela non è più viva, e questa assassina deve continuare a vivere in libertà? No, i pentimenti non mi convincono, il carcere deve essere una pena, niente sconti di nessun genere.Deve marcire in carcere fino all'ultimo giorno di pena,già è tanto che non ha avuto l'ergastolo e gode del regime di semilibertà. Si vuole rifare una vita? ma la ragazza uccisa potrà rifarsi una vita? L'avvocato dovrebbe vergognarsi di fare questa richiesta, già, gli avvocati conoscono solo l'odore del danaro e non hanno una morale.

gamma

Dom, 21/04/2013 - 16:05

Anche la vittima vorrebbe chiedere la grazia di tornare in vita e poter rifarsi "una vita", ma non può. In fondo la Ballarin è ancora in vita. E' già tanto, tantissimo.

rossini

Dom, 21/04/2013 - 17:11

Aveva 18 anni? E non capiva un messaggio semplicissimo come: "non uccidere"? Come: "non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te"? E perché mai gli stessi messaggi dovrebbe capirli a 28 anni?

giunchi catia

Dom, 21/04/2013 - 17:16

18 anni sono troppo pochi per capire se fai qualcosa di sbagliato?a 18 anni si è maggiorenni per legge, puoi votare, prendere la patente,decidere della tua vita ,quindi sei considerato legalmente in grado di intendere e volere e prenderti le responsabilità delle tue azioni.perciò lei era consapevole di quello che stava facendo e quindi sconti tutta la pena.

Ritratto di HEINZVONMARKEN

HEINZVONMARKEN

Dom, 21/04/2013 - 17:38

MA BASTA CON QUESTI PENTIMENTI, NON AVREBBE DOVUTO AVERE NEPPURE LA SEMILIBERTà. SE A 18 ANNI VOTANO E POSSONO INFLUIRE SUL GOVERNO DEL PAESE, ALLORA SI PRENDANO LE LORO RESPONSABILITà PENALI E CIVILI, SENZA SCONTO "PER ETà". NON è MICA STATO UN INCIDENTE STRADALE, ECCHECCAVOLO!

ambrogione

Dom, 21/04/2013 - 17:42

Caro ilgenerale, hai leggermente dimenticato la povera vittima che non puo' rifarsi una vita. Pensaci sopra. Gnurant.

ambrogione

Dom, 21/04/2013 - 17:50

Se avesse veramente capito il suo errore chiederebbe lei stessa di rimanere in galera a vita. Eccheccacchio.

moshe

Dom, 21/04/2013 - 17:52

Mettetela in un forno!

External

Dom, 21/04/2013 - 18:51

@il generale: capisco il suo commento, molto aperto ed intelligente, ma ritengo le leggi che attualmente vigono in Italia dovrebbero essere applicate e rispettate. Gli hanno dato 24 anni? Bene, li sconti e poi farà ciò che vuole.

External

Dom, 21/04/2013 - 18:51

@il generale: capisco il suo commento, molto aperto ed intelligente, ma ritengo le leggi che attualmente vigono in Italia dovrebbero essere applicate e rispettate. Gli hanno dato 24 anni? Bene, li sconti e poi farà ciò che vuole.

sorciverdi

Lun, 22/04/2013 - 18:25

Le diano non la grazia ma la più totale libertà di movimento e un pezzo di corda, magari suggerendole dove trovare un albero adatto allo scopo. E' troppo comodo ammazzare e poi pretendere, come fa questa scema, di essere graziati: se una persona è veramente pentita non chiede certamente di poter tornare come se nulla fosse in mezzo a quel consorzio civile cui non appartiene!