Biella, cambia sesso e l'azienda non lo assume: "Non faccio causa"

L'uomo ha denunciato il caso all'ufficio della consigliera di parità per capire se ci sono gli estremi di una discriminazione di tipo sessuale

Viene selezionato per un lavoro ma quando scoprono che si è sottoposto a un cambio di sesso decidono di assumere un'altra persona.

La singolare storia, raccontata da La Stampa, è ambientata a Biella, in Piemonte, e ha come protagonista un uomo che circa un anno fa è stato licenziato a causa di un esubero di personale. Dopo aver mandato curricula e affrontato colloqui riesce finalmente a trovare un'azienda disposta ad assumerlo perché le mansioni del nuovo impiego sono molto simili a quelle svolte precedentemente. Quando però arriva il momento di firmare il contratto qualcosa va storto.

Dopo qualche giorno dal primo incontro, l'uomo consegna i documenti necessari per chiudere l'accordo: il libretto di lavoro e la carta d'identità. Quando i responsabili dell'assunzione vedono i documenti pensano subito a un errore: sul documento c'è scritto un nome da donna. Il motivo? Il disoccupato aveva cambiato sesso: da donna a uomo. Ma mentre il percorso medico era concluso, quello burocratico ancora no. Passa qualche giorno e l'azienda comunica all'uomo che ha trovato un'altra persona più qualificata. Non c'è nulla che dimostri la correlazione tra il cambiamento di idea e il cambio di sesso tanto che l'uomo ha deciso di non fare causa. Ha però deciso di denunciare il caso all'ufficio della consigliera di parità, illustrando la vicenda per capire se ci fossero gli estremi di una discriminazione di tipo sessuale.

Commenti

baronemanfredri...

Mer, 07/06/2017 - 17:41

C'E' DA RIDERE LA SINISTRA FA APPROVARE LE LORO LEGGI QUINDI ENTRA IN VIGORE LA LEGGE E' DEVE ESSERE RISPETTATA, COME PREVEDE LA COSTITUZIONE. AL MOMENTO OPPORTUNO QUALSIASI LEGGE IN ITALIA PUO' ESSERE INGANNATA FATTA LA LEGGE ADDIO MIA BELLA ADDIO DI LEGGE ...... CIO' SIGNIFICA NON CHE VOGLIO ENTRARE NELLA DISCUSSIONE DELL'ARTICOLO, MA COME SI VEDE CHE IN ITALIA QUALSIASI LEGGE SI TROVA L'INGANNO O IL MENEFREGHISMO OPPURE COME DICEVA HITLER E' CARTA STRACCIA. QUESTO PUO' ACCADERE PER QUALSIASI LAVORATORE IN ITALIA

cgf

Mer, 07/06/2017 - 17:46

non sarà il primo e tantomeno l'ultimo che sul filo di lana viene preferito ad altro candidato, se ne faccia una ragione. Un consiglio, la prossima volta lo scriva nei curricula che manda presso le aziende, almeno, se chiamato, avrà dissolto quel dubbio e, soprattutto, non perderà tempo.

i-taglianibravagente

Mer, 07/06/2017 - 18:33

l'unico scandalo e' venire a sapere che a Biella esiste la CONSIGLIERA DI PARITA'. E parlando dell'interessatA, si vede che a questo mondo c'e' ancora qualcuno che pensa che una donna e' una donna e un uomo e' un uomo....i "cambiamenti di stato" li vedono solo i "disturbati"

cecco61

Mer, 07/06/2017 - 20:04

Follia. Io a casa mia assumo chi voglio. Punto. La non discriminazione sessuale vale davanti alla Legge e, a parità di requisiti, in un impiego pubblico, ma non si può obbligare un privato. Questi imbecilli delle pari opportunità, fra breve, ci obbligheranno a portarci a letto chiunque ce lo chieda, uomo o donna che sia, perché riservare le nostre attenzioni solo al proprio partner è chiaramente discriminatorio nei confronti di tutti gli altri. La censura cancellerà il film "Gli uomini preferiscono le bionde" in quanto latore di un messaggio dicriminatorio, dopo le giuste e sacrosante lamentele di more e rosse.

vince50

Mer, 07/06/2017 - 20:39

Avrei fatto la stessa cosa non assumendolo.Uomo ci si nasce e donna pure,gli ibridi non sono ne carne ne pesce.

Anonimo (non verificato)

nikolname

Gio, 08/06/2017 - 08:36

Concordo con chi ha scritto in precedenza, il vero scandalo è che, tra i tanti impiegati comunali inutili, ci sia anche un ancora più inutile "consigliera di parità". Parità significa mediocrità, il concetto di parità/uniformità è contrario a quello di progresso e libertà. E' il comunismo insomma.