Bimba uccisa in piscina, i Ris sequestrano pc e coperte

Proseguono senza sosta le indagini sul caso della piccola Maria rinvenuta cadavere in una piscina a San Salvatore Telesino in provincia di Benevento. E continua la sfilata di testimoni in procura

Proseguono le indagini sul caso della piccola Maria Ungureanu, la bimba di appena nove anni che fu rinvenuta senza vita in una piscina annessa a una struttura per eventi nel beneventano. Stando a quanto riporta la stampa locale, i Ris sarebbero tornato nel casale annesso all’agriturismo per analizzare materiale informatico e alcune coperte.

Le operazioni del reparto per le investigazioni scientifiche dei carabinieri si sarebbero svolte la scorsa settimana. Nel corso dei sopralluoghi, i militari avrebbero repertato nuovi elementi tra cui alcuni dispositivi tecnologici, tra cui un personal computer, un Ipad e una macchina fotografica digitale, oltre a diversi teli in tessuto, utilizzati come copridivano dal personale della struttura di San Salvatore Telesino. Gli inquirenti sono alla ricerca di elementi in grado di dare una svolta all’inchiesta sul caso della bimba che ha commosso e straziato Benevento e l’Italia.

Intanto la Procura sta continuando a scorrere il lungo elenco di testimoni, persone ritenute informate sui fatti, ascoltando decine di testi. Sulle risultanze dell’inchiesta c’è ancora il più stretto riserbo.

Della piccola Maria, che poi sarà ritrovata senza vita nella piscina annessa a una struttura agrituristica, si erano perse le tracce la sera del 19 giugno scorso. Era di domenica, c'era la processione, c'era la festa in paese. L’autopsia effettuata sul corpicino della bimba ha fatto emergere elementi inquietanti: la bambina sarebbe stata violentata e gettata ancora viva in acqua, dove sarebbe stata lasciata a morire. Sul corpo sono stati ritrovati numerosi segni di violenza, soprattutto graffi.

Per il momento gli unici indagati rimangono il 21enne Daniel Ciucan e la sorella Cristina, di 29 anni. Entrambi gli indagati si sono sempre strenuamente difesi da ogni accusa, ribadendo non soltanto la propria estraneità all’orrendo omicidio di San Salvatore Telesino ma pure fornendo la loro versione dei fatti, offrendo alibi che gli inquirenti stanno, da tempo, vagliando dettagliamente.