Il bimbo rom è gravemente malato, ma la famiglia lo fa vivere da abusivo

Un bimbo sgomberato di 18 mesi ha bisogno di una casa vera per salvarsi

Il dramma dell’immigrazione non si ferma sulle coste della Sicilia o nei pullman che arrivano dall’Est europa ma spesso prosegue oltre. A Firenze un altro caso che mette in primo piano il problema della legalità e della sicurezza. Si tratta di un piccolo di 18 mesi affetto da un grave patologia malformativa renale che ha già subito un intervento chirurgico e due lunghi ricoveri ospedalieri. Questa storia, racconta da La Nazione, parte da lontano. Da quando il bimbo, insieme a mamma e nonna, arriva nel centro di Villa del Pergolino nel capoluogo toscano, struttura da poco sgomberata dai tantissimi abusivi e che già era stata oggetto di una nostra inchiesta

Questa villa troppo, spesso al centro di tante polelmiche e problematiche, è stata a lungo ricovero di immigrati, sbandati e rom. Adesso questa nuova vicenda al limite della disperazione. Dopo lo sgombero la famiglia arriva a Villa Pepi lo 21 Febbraio insieme a tante altre famiglie sfrattate dall’occupazione abusiva del Pergolino. Il bimbo viene seguito dalla nefrologia dell’ospedale pediatrico Meyer per la parte clinica ma, come spiegato dall’associazione Medici per i diritti umani (Medu), avrebbe bisogno di una casa pulita in linea con le sue gravi problematiche di salute per toglierlo dal rischio di infezioni.

Al contrario la famiglia continua a farlo vivere in una piccola stanza totalmente inadatta per lui, senza cucina né lavatrice e con un solo piccolo frigorifero dove è impossibile conservare i medicinali e gli ingredienti per la sua dieta salvavita che richiederebbe, appunto l’utilizzo di una cucina. Invece devono fare tutto con un fornello in camera. La muffa è ovunque, i bagni della struttura sono condivisi e, come se non bastasse, l’edificio è in ristrutturazione con calcinacci e polvere che vanno regolarmente a invadere la stanza del bambino. Una triste situazione che si trascina di struttura in struttura. Già le condizioni di Villa del Pergolino erano al limite, adesso le cose sembrano andare ancora peggio.

“Seguiamo il bambino dall’agosto dello scorso anno – racconta una referente di Medu -. La nonna, di nazionalità rumena, doveva regolarizzarlo perché senza residenza aveva difficoltà nell’accesso alle cure. Abbiamo segnalato la loro condizione agli assistenti sociali”. Ma niente, la famiglia non sembra ascoltare nessuno. Il bambino, come spiegano sempre dall’associazione, potrebbe aver bisogno di cure e terapie domiciliari per l’insufficienza renale che in queste condizioni sarebbero impossibili al punto da mettere la vita del piccolo a serio rischio. L’assessore alla sanità e alla casa del comune di Firenze Sara Funaro assicura che il bambino è sotto controllo e che non risultano problemi nell’ala di villa Pepi dove è sistemato, anzi la famiglia ha uno spazio dedicato con bagno.