"Il bimbo è troppo effeminato": 13enne allontanato dai genitori

La decisione del Tribunale di Venezia. Verrà nominato un tutore. "Una volta il bimbo andò a scuola truccato e con lo smalto sulle dita"

Il figlio tolto alla madre perché troppo "effeminato". Il Tribunale dei minori di Veneza ha emesso un'ordinanza con cui impone che un 13enne padovano venga allontanato dalla famiglia solo "al femminile" in cui è cresciuto e si trasferisca in una comunità di accoglienza, dove già era stato qualche mese fa a seguito della prima decisione dei giudici.

Proviamo a fare qualche passo indietro. A dicembre del 2016 il Tribunale veneto decide di allontanare il bambino da casa a seguito di quanto emerso dalle indagini. "Nella relazione con i pari e gli adulti è aggressivo, provocatorio, maleducato, tende a fare l'eccentrico - si leggeva nel provvedimento - Tende in tutti i modi ad affermare che è diverso e ostenta atteggiamenti effeminati in modo provocatorio".

A scatenare la polemica, con la dura reazione del legale della madre, Francesco Maraglia, era stato proprio il riferimento agli "atteggiamenti effeminati" che il bimbo non avrebbe dovuto avere. Per la precisione, si parò di un episodio in cui il bimbo venne spedito a scuola "con gli occhi truccati, lo smalto sulle unghie e brillantina sul viso". Il motivo dei suoi problemi, scriveva il Gazzettino nella cronaca del tempo, era stato trovato in una identificazione sessuale formatasi in un mondo affettivo "legato quasi esclusvamente a figure femminili". A provocare i danni sarebbe stata una relazione con la madre "connotata da aspetti di dipendenza, soprattutto riferendosi a relazioni diadiche con conseguente difficoltà di identificazione sessuale".

A gennaio il giudice aveva sospeso l'allontanamento del ragazzino dalla madre. Nell'ordinanza il giudice scriveva che "letta la memoria autorizzata dalla difesa della madre con la quale si chiede la sospensione dell'efficacia del provvedimento in discorso, la sua reintegra nella responsabilità genitoriale, la ripresa dei rapporti padre-figlio, solo dopo un lungo percorso di riavvicinamento". Ma riteneva opportuno "sentire il minore, che ha più di 12 anni".

E così è andata. E oggi il Tribunale ha nuovamente deciso l'allontanamento del bambino da quella famiglia "tutta al femminile" (con il padre non ci sarebbero rapporti da tempo) che lo avrebbe reso "effeminato". Il giudice ha dichiarato la decadenza della potestà genitoriale ad entrambi i genitori e disposto "il suo collocamento in idoneo ambito eterofamiliare, preferibilmente una comunità terapeutica lontana dal territorio di appartenenza, per la presa in carico psicoterapica, per la disciplina dei rapporti con i genitori e gli altri congiunti, con facoltà di sospenderli, se disturbanti". Il Tribunale ora deve nominare un tutore che sia in grado di sostituire i genitori e che dovrà iscrivere il ragazzo alle scuole superiori, visto che in questi giorni sta per concludere gli esami di terza media.

Commenti
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bandog

Ven, 16/06/2017 - 11:04

Ma comeeeee..lo mettono in comunità al posto di darlo ad un trans o trangender?? Non c'è più religione!

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Pajasu75

Ven, 16/06/2017 - 11:31

Adozioni ai gay... cos'altro ci si sarebbe dovuti aspettare? Che da un castagno nascesse una mela? Meno male che esiste ancora qualche giudice degno del ruolo che ricopre.

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elkid

Ven, 16/06/2017 - 11:43

-----non dite poi che i giudici son tutti di sinistra--con questa sentenza che fa giurisprudenza tutte le madri single -separate-vedove ecc--ipoteticamente rischiano----swag ganja

lilli58

Ven, 16/06/2017 - 12:03

come la mettiamo con i figli delle coppie arcobaleno?

chebarba

Ven, 16/06/2017 - 13:15

credo che il disagio sia più profondo di quello sommariamente descritto da quello che vorrebbe essere un articolo

frapito

Ven, 16/06/2017 - 13:27

Forse finalmente ci si sta rendendo conto che l'omosessualità infantile ha profonde radici psicologiche nella famiglia di provenienza. Speriamo che non sia solo un episodio isolato.

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Fernando Nicoletti

Ven, 16/06/2017 - 13:29

Ma tempo fa avevo letto di una proposta di legge che avrebbe penalizzato chiunque si opponesse ( genitori, insegnanti, psicologi) alle tendenze sessuali dei bambini, anche di 3-5 anni... Insomma credo che ancher i giudici siano un po' cinfusi sul senso di giustizia o di democrazia o di identificazione sessuale. Se dicono che TUTTI gli omosessuali, trans, bisessuali, etc ( scusate ma non ricordo tutte le variazioni) hanno uguali diritti, perché un adolescente che si trucca viene tolto dalla famiglia e considerato con problemi psicologici? E un bambino che cresce in ambiente omosessuale ( due uomini o due donne) avrebbe gli stessi problemi?

emigrante

Ven, 16/06/2017 - 13:35

Privare i genitori della Patria Potestà è un provvedimento estremo, dolorosissimo, a posteriori talvolta fallimentare, che immagino sia stato valutato appieno dal Tribunale e dai suoi Consulenti. Ciò premesso, la sentenza mi lascia sconcertato: pare riconosca serenamente l'esigenza di aderire alle caratteristiche che la Natura ha fornito all'Individuo (in questo caso un maschio) e alle conseguenze negative causate da rapporti educativi ed affettivi sbilanciati. Chiaro, semplice, logico, fisiologico: mi pare di respirare aria di gioventù. Ma come conciliare tutto ciò con l'abominevole assegnazione di innocenti alle coppie omosessuali, con gli osceni teatrini scolastici dei travestimanti (non in ambito ludico, ma criminalmente "educativo"), con tutta la perversa dottrina Gender? La notizia è genuina?

Libertà75

Ven, 16/06/2017 - 13:58

@elganjakid, solo le sentenze della Cassazione a sezioni unite fanno giurisprudenza (anzi se vuole un aneddoto, hanno affermato che il principio del "non poteva non sapere" non ha valore giuridico, andando così nei fatti a criticare la famosa sentenza di Esposito). Nel merito, qui si parla di un'omosessulità scaturita da disturbi della personalità legati ad un contesto ambientale particolare e molto difficile. Non c'entrano le madri single, a lei sua madre l'ha mai convinta a vestirsi da donna?

elpaso21

Ven, 16/06/2017 - 14:14

Datelo in adozione a Efe Bal.

Ritratto di orione1950

orione1950

Ven, 16/06/2017 - 15:54

Allora la dottoressa Silvana De Mari ha ragione!! Fateglielo capire alla pidiota cirinà e, se avete tempo, anche a elkid!

Ritratto di nando49

nando49

Ven, 16/06/2017 - 18:00

A Milano, dietro l'ospedale Galeazzi, ormai da anni il parcheggio auto è gestito da una famiglia rom che alleva e allatta i figli fra le auto senza che nessuno intervenga.

baronemanfredri...

Ven, 16/06/2017 - 18:10

LIBERTA'75 LA CASSAZIONE A SS.UU. QUANDO EMETTE LE SENTENZE SONO AVENTI FORZA DI LEGGE IN PRATICA COME UN DECRETO LEGGE

Popi46

Sab, 17/06/2017 - 06:16

Elkid,non riesce proprio a non scrivere stupidaggini,vero? Tipico di chi è affetto da paranoia compulsiva. Si faccia curare

FRATERRA

Sab, 17/06/2017 - 07:43

I figli vengono rovinati dalle madri ma la "colpa" è sempre dei padri.......

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Dreamer_66

Sab, 17/06/2017 - 09:18

Libertà75: il tormentone "non poteva non sapere" è stato creato ad arte da questo giornale ed altri accoliti, ma si scontra con il testo ufficiale delle dichiarazioni di Esposito: «Noi non andremo a dire 'chille nun poteva non sapere". Noi potremo dire nella motivazione che 'tu venivi portato a conoscenza di quello che succedeva', non che tu non potevi non sapere perché eri il capo. Perché pure il capo poteva non sapere. Tu non potevi non sapere perché tizio, caio e sempronio hanno detto che te l'hanno riferito. È nu poco divers». Come puoi leggere Esposito afferma l'esatto contrario, ovvero che il Berluska sapeva eccome, in quanto era stato messo al corrente della vicenda.

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stufo

Sab, 17/06/2017 - 09:45

Ecco cosa porta la follia del "gender".

marcs

Sab, 17/06/2017 - 10:58

L'articolo non precisa perché il ragazzo vivesse in una famiglia al "femmonile" per quel che ne sappiamo la famiglia potrebbe essere formata da mamma , sorelle e il ragazzo stesso, il papà potrebbe essere andato via o morto, ma voi "giudici" avete deciso che la famiglia in qyuestione sia composta da due donne e dal fanciullo.

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etaducsum

Sab, 17/06/2017 - 12:23

Più che nella «patria del diritto», sembra di essere in una gabbia di matti. Il ragazzino è «effeminato» e lo tolgono ai genitori, ma si fanno adottare bambini/e da coniugi gay e guai a ricordare che l’omosessualità acquisita, spesso, incide in percentuale più di quella congenita. A 13 anni tutto è in movimento: tra cotte eterosessuali e cotte per adulti dello stesso sesso, gli/le adolescenti stanno mettendo a punto i tratti essenziali dell’altro sesso e costruendo la propria identità sessuale. Certe decisioni dei giudici possono solo creare traumi che bloccano questo processo naturale. Ancora: Cosa farà il tutore? Lo manderà in qualche scuola dove si insegna il gender a mimare il matrimonio tra persone dello stesso sesso? Infine: l’omofobia che fine ha fatto? Se l’è mangiata il lupo di Cappuccetto Rosso?

Libertà75

Sab, 17/06/2017 - 15:47

@dreamer66, il "non poteva non sapere" è di Di Pietro memoria, non di questo giornale. Tizio ti ha detto che.... e quindi tu non potevi non sapere. Vogliamo anche ricordare che è stato giudicato da una sezione feriale con scarsa competenza sulla materia fiscale? Comunque sia, lui è stato informato, così dice sentenza definitiva. Altrettanto possiamo dire che un altro tizio tanto caro alla sinistra è persona non addetta ai lavori e commette reati a sua insaputa, nonostante una laurea. Quindi esiste, al contrario, il principio del poteva non sapere. Saluti

Libertà75

Sab, 17/06/2017 - 15:48

@baronemanfredi, la sentenza della Cassazione a SS.UU. ha valore giurisprudenziale, ma non ha valore di legge, né di decreto legge, ecc...