Il bluff «Scuole sicure»: bloccati 1,5 miliardi

RomaMolte promesse, poco calcestruzzo. Il premier Matteo Renzi aveva proclamato che la scuola ed in particolare l'edilizia scolastica avrebbero rappresentato la priorità di questo governo ma così non è stato perché non si ristrutturano gli edifici scolastici a colpi di slide . Intanto i fondi destinati all'edilizia scolastica sono sicuramente pochi per ammissione dello stesso sottosegretario all'Istruzione, Davide Faraone. La cifra stanziata dal governo è pari a 3,9 miliardi ma ne servirebbero almeno il triplo, ovvero 12. L'aspetto più grave però è un altro: soldi, milioni di euro destinati a migliorare lo stato delle scuole che in teoria ci sono ma sono fermi da tempo e ancora non vengono sbloccati. Il destino di parte di questi fondi è legato all'approvazione del ddl sulla Buona scuola che comprende anche le 100.000 assunzioni e la Riforma complessiva del sistema.

Sono fermi i 940 milioni del cosiddetto decreto mutui grazie al quale le regioni potranno realizzare interventi straordinari di ristrutturazione come la costruzione di palestre o laboratori, l'adeguamento antisismico e l' efficientamento energetico degli istituti pubblici. Doveva essere approvato a febbraio ma è slittato a fine aprile. Un bel ritardo soprattutto se si pensa che era un provvedimento varato dal governo di Enrico Letta. E sempre a quel periodo risale lo stanziamento di 300 milioni di fondi Inail destinati a progetti innovativi che ora sono finiti nel calderone nel ddl Buona scuola. Non solo. Sono fermi pure i 40 milioni di euro destinati specificamente alla «verifica strutturale dei solai delle scuole». Dopo il crollo del soffitto nella scuola di Ostuni appare evidente che sarebbe stato necessario sbloccare subito almeno questa somma e non legare il suo destino al testo di Riforma che è soggetto agli incerti tempi parlamentari. Insomma in totale oltre un miliardo e mezzo di euro che aspetta di essere speso.

Un altro capitolo riguarda i fondi strutturali europei, Pon, ovvero Piano operativo nazionale che però tanto operativo non è. Per il 2014/2020 sono stati resi disponibili 380 milioni di euro che però saranno erogati soltanto in base ad una precisa programmazione. Speriamo non facciano la fine che rischiano concretamente di fare altri 240 milioni di euro stanziati dall'Europa specificamente per tre regioni, Campania, Calabria e Puglia per il 2007/2013 ma ancora non spesi. Il termine scadrà entro la fine di quest'anno.

Lo stesso Miur segnala poi che nel bilancio destinato alle Regioni per l'edilizia scolastica dal 2004 risultano altri 250 milioni di euro non spesi e dunque, forse, recuperabili.

Qualcosa si è mosso, assicurano da Palazzo Chigi. Grazie ai tre programmi Scuole nuove, Scuole sicure, Scuole belle lanciati qualche mese fa da Renzi.

L'ultimo dei tre è quello in fase più avanzata e conta 7.235 interventi per lo più però di piccola manutenzione. Per le Scuole sicure sono stati stanziati 550 milioni con la previsione di oltre 2.300.

Tra tanti ritardi slitta pure l'attesa presentazione dell'Anagrafe scolastica, il monitoraggio di tutte le scuole, prevista per oggi ed annunciata con enfasi proprio da Faraone. Spiegazione: molte regioni non hanno fornito i dati.