Bocciati a scuola e al Tar: rigettati i ricorsi degli studenti

Tre casi a Salerno. La mancata attivazione dei corsi di recupero non inibisce la bocciatura che è "espressione della discrezionalità tecnica" degli insegnanti

Bocciati a scuola, presentano ricorso al Tar contro la decisione dei professori. Ma i giudici amministrativi di Salerno bocciano, a loro volta, la richiesta di tre famiglie e confermano il verdetto degli insegnanti.

La decisione sui casi è arrivata da parte dei magistrati della sede di Salerno del tribunale amministrativo regionale della Campania. Tre casi diversi e tre ordinanze differenti che, però, hanno avuto l’esito comune di impedire ad altrettanti studenti di ottenere la promozione per via giudiziaria.

Davanti ai giudici del Tar, come riporta Il Mattino, sono finite le vicende di tre allievi iscritti a istituti superiori tra il capoluogo e la provincia. Uno dei ricorsi vedeva, secondo le doglianze formulate della famiglia che hanno proposto il ricorso, la circostanza secondo cui veniva impugnata la legittimità della bocciatura in una scuola che non aveva attivato i corsi di recupero dedicati agli studenti meno preparati per rimetterli al passo coi compagni.

L’argomentazione, però, non ha convinto i giudici secondo cui la mancata attivazione dei corsi non inficia il giudizio degli insegnanti. Che, come ribadito negli altri due casi portati all’attenzione della magistratura, rappresenta l’espressione della discrezionalità tecnica attribuita ai professori su cui i giudici possono intervenire solo e soltanto per verificare la correttezza dei requisiti alla base dei quali il verdetto della non ammissione alla classe successiva, viene pronunciato dai consigli di classe. In parole povere, i magistrati non possono annullare una bocciatura se questa è stata decretata sulla scorta di elementi ragionevoli e fondati che rivelano la scarsa preparazione dell’alunno e quindi la necessità di fargli ripetere l’anno.

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