Boris Johnson divorzia dalla moglie: lui la tradiva

Nel 2004 la relazione con la giornalista Petronella Wyatt. Lei, rimasta incinta, aveva abortito e lo scandalo che ne derivò fece perdere a Johnson il posto nel governo ombra conservatore

Due ex mogli, due ex amanti, una figlia illegittima. Questo il riassunto della vita sentimentale di Boris Johnson, ex sindaco di Londra ed ex ministro degli Esteri britannico. Dopo 25 anni di matrimonio travagliatissimo la moglie, l'avvocatessa 54enne Marina Wheeler, l'avrebbe messo alla porta a causa, sembrerebbe, delle sue continue "scappatelle".

Questa in effetti non è nemmeno la prima volta che i due si ritrovino in piena crisi, ma stavolta evidentemente non si torna indietro. Come riporta il Corriere, "il divorzio tra i due è una decisione che sancisce una separazione di fatto già avvenuta il mese scorso".

L'ex ministro non ha potuto contare nemmeno sul supporto della figlia 25enne che impietosa avrebbe definito il padre "un bastardo egoista".

Che Johnson non fosse un marito modello forse la Wheeler avrebbe dovuto capirlo già dagli inizi della loro relazione, iniziata proprio quando Jhonson era ancora sposato con la prima consorte, l’aristocratica Allegra Mostyn-Owen.

Anche le nozze con l'avvocatessa infatti non gli hanno fatto perdere il "vizietto" e nel 2004 era venuta alla luce la relazione con la giornalista Petronella Wyatt, che lavorava allo Spectator, il settimanale politico di cui Johnson era direttore. Lei, rimasta incinta, aveva abortito e lo scandalo che ne derivò fece perdere a Boris il posto nel governo ombra conservatore.

Nemmeno questa esperienza servì a placare il suo animo da dongiovanni e in poco tempo divenne amante di un'altra giornalista e poi di una consulente d'arte dalla quale ebbe anche una figlia illegittima.

Adesso, resta da scoprire se questo nuovo scandalo avrà delle ripercussioni sulla vita politica dell'ex ministro e sulla sua ambizione di sfidare la leadership di Theresa May.

Commenti

dagoleo

Ven, 07/09/2018 - 16:24

Un picador allegrotto. Ma sì, sò ragazzi.