Il "boss" degli sbarchi aveva il permesso di soggiorno

La procura: "Una vera e propria organizzazione criminale che svolge una funzione assimilabile a quella di una buona agenzia di viaggi di un efficiente tour operator che assicura l’arrivo nel posto pattuito"

Foto d'archivio

Dopo la tragedia, la beffa. Il capo degli scafisti che da tempo organizza le rotte della morte dal nord Africa verso l'Italia aveva un regolare permesso di soggiorno. La banada smantellata dalla procura di Palermo aveva la propria base in Libia. Lì agivano due latitanti: Ermias Ghermay e Medhane Mered. Ma a colpire è un altro lato della vicenda. Il referente in Italia per gli sbarchi, Ashghedom Ghermay è titolare di un permesso di soggiorno perché richiedente asilo. Insomma abbiamo concesso il permesso di soggiorno a chi coordinava da casa nostra il traffico di disperati dalla Libia. L'uomo, circondato da autisti si occupava di smistare il traffico dei migranti in Italia. Inoltre faceva riferimento ad altre due cellule presenti a Roma e Milano che invece avevano il compito di dirottare gli immigrati verso il Nord Europa. È questo il quadro che emerge dalla procura di Palermo dopo il fermo di 24 persone.

"Una vera e propria organizzazione criminale che svolge una funzione assimilabile a quella di una buona agenzia di viaggi - spiegano i pubblici ministeri Maurizio Scalia, Calogero Ferrara e Claudio Camilleri nel loro provvedimento -, di un efficiente tour operator che assicura l’arrivo nel posto pattuito". E ancora: "Le politiche di contenimento dei flussi degli immigrati hanno determinato come effetto collaterale che la criminalità organizzata decidesse di investire risorse sempre più ingenti nella gestione illegale di tali flussi; al divieto di ingressi regolari oltre un determinato numero prefissato, è subito seguita la risposta ideona a superare l’ostacolo. Con l’effetto paradossale che chi sfrutta il dramma della migrazione clandestina appare dispensatore di speranze» agli occhi degli sfruttati, strumento principale per raggiungere il Paese sognato".

Commenti

ES

Mar, 21/04/2015 - 10:25

... quando hanno iniziato a intercettare? Sono anni che questa storia va avanti ..... solo che sino ad oggi non conveniva scoprire nulla perche' c'era e c'e' un gran giro di soldi - soldi nostri - a favore di un indotto di farabutti nazionali che ci sta mangiando alla grande, magari incrementando il finanziamento di certe frange politiche.

Ritratto di SAXO

SAXO

Mar, 21/04/2015 - 10:33

Parafrasando un titolo di un vecchio film degli anni70 del grande ALBERTONE

Ritratto di SAXO

SAXO

Mar, 21/04/2015 - 11:03

Parafrasando un vecchio titolo di un film degli anni 70 del grande albertone sordi(FINCHE CE GUERRA CE SPERANZA) si potrebbe riscriverlo dicendo :finche ce immigrazione ce speranza,speranza della classe dirigente locale e internazionale accomunati in una unica causa, quella di aricchirsi alle spalle della gente,dei disperati,degli speranzosi;per condurre una vita da nababbi nel lusso e nell abbondanza, pronti a condannare in maniera ipocrita se scoperti i misfatti, per poi ritornare sui propri passi. Sordi DISSE NELLA SCENA FINALE DEL FILM,PER MANTENERE UN RITMO DI VITA ECONOMICAMENTE ELEVATO, CASE DI LUSSO,BARCHE,SOLDI,GIOIELLI E TUTTI I CxxxI CHE VE SE FREGANO QUALCUNO NEL MONDO BISOGNA DEPREDARE.

Giorgio5819

Mar, 21/04/2015 - 18:02

I veri responsabili di questa invasione non hanno bisogno di nessun permesso di soggiorno, siedono comodamente e lautamente pagati in parlamento.