Bradford, “Demonio voleva fargli male”, madre butta bimbo dal 6°piano

Riconosciuta l’infermità mentale della donna che aveva ucciso il figlio lanciandolo nel vuoto dal 6° piano del suo appartamento

Solo il riconoscimento dell’infermità mentale è riuscito a far evitare a Gemma Procter di concludere la sua esistenza dietro le sbarre di una cella.

Terribile il delitto di cui si è macchiata la donna, che nell’ottobre scorso aveva ucciso il figlioletto di un anno e mezzo lanciandolo dalla finestra della sua abitazione, collocata al sesto piano di uno stabile di Bradford, nello Yorkshire occidentale (Regno Unito). Inutili i tentativi di soccorrere il bimbo, morto subito dopo il violento impatto col terreno dopo un volo di oltre 15 metri.

La giovane mamma, appena 23 anni al momento dell’omicidio del piccolo, era affetta da una grave forma di schizofrenia paranoica. La sua malattia si era ulteriormente aggravata dopo il parto, dato che la donna aveva deciso di interrompere l’assunzione dei farmaci che le erano stati prescritti per tenerla sotto controllo, a suo dire per il bene del figlio. Tuttavia, probabilmente proprio a causa di un raptus violento e repentino, Gemma ha ucciso il piccolo.

Immediata da parte dei suoi difensori la richiesta dell’infermità mentale, in seguito anche alle dichiarazioni rilasciate dalla donna agli inquirenti poco dopo l’accaduto: sarebbe stato il demonio a convincerla a gettare il bambino dalla finestra. Quel demonio voleva fare del male alla sua creatura, la stava minacciando, per cui l’unico modo per cercare di proteggerla era quello di lanciarlo nel vuoto, con la convinzione che solo Dio avrebbe potuto alla fine salvarlo.

Commenti

Giorgio5819

Dom, 17/06/2018 - 21:07

" il riconoscimento dell’infermità mentale è riuscito a far evitare a Gemma Procter di concludere la sua esistenza dietro le sbarre"... e adesso, di grazia, dove passerà il resto della sua vita questa bestia ?

Ritratto di Giorgio_Pulici

Giorgio_Pulici

Lun, 18/06/2018 - 13:56

Mi sto chiedendo se questa assassina, che ha evitato il carcere per vie traverse, non commetterà un altro delitto la prossima volta che sentirà delle voci! Lei avrà anche il diritto di non finire in carcere, ma chi le vive intorno, ha il diritto di sopravvivere alle sue farneticazioni.