Brindisi, chiesti cinque anni di reclusione per l'ex sindaco Consales

L'ex primo cittadino è accusato di corruzione per una presunta tangente

Imputato per una presunta tangente da 30mila euro da parte di una ditta appaltatrice. Per Mimmo Consales, giornalista ed ex sindaco di Brindisi con il Pd, la procura del capoluogo pugliese ha chiesto la condanna a cinque anni di reclusione. Fu arrestato mentre era in carica il 6 febbraio del 2016 e posto ai domiciliari. Ora è tornato in libertà.

Consales è imputato per corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio. La somma versata sul conto dell'ex primo cittadino del capoluogo pugliese, come si legge sul quotidiano regionale "La Gazzetta del Mezzogiorno", gli sarebbe servita per pagare un debito personale con Equitalia. In cambio l'azienda appaltatrice sarebbe stata agevolata nell'ambito dei rifiuti. La "Nubile srl" (questo il nome dell'azienda) avrebbe ottenuto la gestione dell’impianto di Cdr (il combustibile derivato dai rifiuti ottenuto, appunto, dal trattamento dei rifiuti solidi urbani, raccolto generalmente in blocchi cilindrici denominati ecoballe).


Per l'imprenditore Luca Screti, coinvolto nell'inchiesta perché versò l'importo sul conto dell'allora sindaco, il pm ha chiesto una condanna di tre anni e sette mesi di reclusione. Per l'azienda appaltatrice, invece, è stata chiesta invece una multa di quasi 300mila euro.

La prossima udienza è prevista per il 19 giugno e dovrebbe essere emessa la sentenza di primo grado.