Da Brindisi a Erba, ecco tutti i retroscena dei gialli dell'estate

Lo speciale di "Stop" rivela particolari inediti sulle vicende che hanno appassionato milioni di lettori: i sospetti della Sciarelli sul giallo di via Poma, la vera identità di Unabomber, il mistero che avvolge l’attentatore di Brindisi

Ci sono delle storie di cronaca il cui finale è forse tutto da riscrivere. Lo speciale «I grandi gialli di Stop» curato da Edoardo Montolli e in edicola in questi giorni rivela particolari inediti e inquietanti su alcune delle vicende che hanno appassionato milioni di italiani sui giornali e in tv, dalla strage di Erba al caso Unabomber, dall’attentato di Brindisi fino al giallo di Simonetta Cesaroni, uccisa in via Poma a Roma il 7 agosto del 1990. Un mistero di cui si è occupata più volte la giornalista di Chi la visto Federica Sciarelli, che in un’intervista esclusiva ipotizza un «possibile sospetto» su via Poma del quale non ha mai parlato in tv.

Gli avvocati difensori di Olindo Romano e Rosa Bazzi, condannati in Cassazione al'ergastolo come autori della strage di Erba, non vogliono arrendersi: nelle scorse settimane ha preso vita l'idea di un Comitato in difesa dei coniugi che partirtà quest'autunno e di una associazione «Amici di Olindo e Rosa» che ha fondato Paola Pagliari per farli sentire meno soli. I legali - da sempre convinti dell'innocenza della coppia, così come Azouz Marzouk, il tunisino che nella strage perse la moglie, il figlio e la suocera - si stanno muovendo anche sul fronte investigativo, a caccia di prove che possano far riaprire il processo, la cui sentenza ha lasciato ancora molte ombre. Secondo la rivista Fabio Schembri e Luisa Bordeaux avrebbero chiamato i detective scientifici americani di Innocent Project, già entrati in diversi casi americani e nella difesa di Amanda Knox, mentre Azouz starebbe cercando nuovi elementi a discolpa di Olindo e Rosa in Tunisia.

Anche sul caso delle Bestie di Satana sembrano aprirsi nuovi capitoli. Al settimanale parla per la prima volta dopo anni di silenzio la madre di Paolo Leoni che ha concesso al magazine anche alcune foto del figlio. Sono proprio quelle foto che smentirebbero la passione del figlio per il satanismo. Torna alla ribalta anche la storia di Ezzedine Sebai, il cosiddetto «serial killer delle vecchiette» che si è auto accusato di quattro omicidi per i quali sono state condannate - forse ingiustamente - altre quattro persone. Per la prima volta in Italia la difesa dei presunti innocenti chiederà l'istituzione di un commissario ad acta al Consiglio di Stato che faccia applicare la revisione di un processo aperto dalla Cassazione. Una mossa che annuncia uno scontro giuridico senza precedenti, visto che la corte d'Appello di Potenza - competente per la vicenda - non vuole sentire ragioni.

Poi c'è la vicenda Unabomber, rimasta senza colpevoli. L'esplosivista Danilo Coppe sostiene di essere in grado di fare l'identikit del possibile autore delle bombe (il presunto bombarolo Elvo Zornitta venne definitivamente scagionato dopo un calvario di cinque anni) che ritiene di aver forse visto il giorno in cui gli fecero invano una trappola. Anche sull'autore delle bombe di Brindisi, Giovanni Vantaggiato, ci sarebbe un inquietante retroscena. Secondo il criminologo Francesco Bruno Vantaggiato sarebbe stato colpito in passato da un'otite purulenta che l'avrebbe reso quasi completamente sordo: «Sarebbe questo - dice il criminologo nello speciale di Stop - uno dei motivi per i quali le esplosioni lo ecciterebbero».

C'è anche una curiosità sull'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, protagonista negli anni Ottanta di un mancato sequestro di Berlusconi a opera della banda di Pierluigi Facchinetti, un bandito bergamasco la cui vita, raccontata dal fratello a Stop, potrebbe presto diventare un film. La rivista pubblica anche un documento inedito della polizia di Losanna in cui si certificava il "codice Berlusconi", usato dalla banda che avrebbe dovuto rapire il quattro volte premier nel 1987.

Commenti

blackbird

Dom, 22/07/2012 - 09:50

Ancora Berlusconi? Se lo viene a sapere qualche procura potrebbero aprire un'altra inchiesta sul "nostro", magari per simulazione di reato, o incriminarlo per false dichiarazioni alla procura se dice di non saperne niente!