Il Brutpaese

Ma com'è possibile? Tutti invocano la Costituzione, i ministri le giurano fedeltà, ma non vedono. Siamo, o eravamo, il Bel Paese. Ci si inorgoglisce della sua bellezza, si indica il primato italiano dei siti Unesco; ma basta avviarci da Roma a L'Aquila e, sui monti, ci aspettano schiere di pale eoliche e specchi di pannelli fotovoltaici. La sacralità del paesaggio è violata. La complicità dello Stato è garantita, la mafia agisce indisturbata. Di quale paesaggio parla la Costituzione, se non di quello inviolabile che recentemente è stato orrendamente stuprato? Cosa hanno fatto i ministri dell'Ambiente? Non avevano gli occhi? Hanno consentito lo sconvolgimento del paesaggio al Sud. Oggi abbiamo il comandante dei carabinieri forestali della Regione Campania, Sergio Costa, ministro delle Cinque stelle. Già sul fronte nella Terra dei Fuochi, sarà in grado di vedere e di combattere l'intollerabile inquinamento visivo che distrugge la poesia e la bellezza dei luoghi, come ha fatto coi rifiuti tossici? E delle ecomafie in convivenza con lo Stato ci parla Totò Riina: «A me dispiace dirlo, questo... questo signor Messina Denaro, questo che fa il latitante che fa questi pali eolici, i pali della luce, se la potrebbe mettere nel culo la luce ci farebbe più figura se la mettesse nel culo la luce e se lo illuminasse, ma per dire che questo si sente di comandare, si sente di fare luce dovunque, fa luce, fa pali per prendere soldi».