Buccinasco, 12enne si sente male in campo e il mister-eroe lo salva

Dino Tripodi, 49enne meccanico che nel weekend allena i bambini al GS Assago 1968, ha salvato un 12enne che si era sentito male sul campo da calcio

"Aiuto, il mio amico sta morendo": è il grido a squarciagola di un 12enne sul un campetto di calcio. Un urlo arrivato (fortunatamente) fino al campo - più grande - di fianco, dove milita la squadra milanese de La Spezia. La voce viene carpita da Dino Tripodi, 49enne meccanico che nel weekend allena i bambini al GS Assago 1968, interviene immediatamente.

Il racconto del salvataggio

"Ho visto uno dei bambini con la faccia nell’erba - spiega l'allenatore a Il Giorno - era caduto, privo di sensi, non rispondeva, era come paralizzato". Ripercorrendo quegli instanti il cuore rimbomba ancora nel petto. "L’ho girato, ho visto che aveva la bava alla bocca e la mascella serrata, ho cercato di aprirgliela ma era stretta. È arrivato un ragazzo e gli ho detto di continuare a provare. Poi ho iniziato a fargli il massaggio cardiaco. A ogni colpo su quel piccolo sterno dicevo: svegliati, ti prego, svegliati". Dino ha 49 anni, di giorno fa il meccanico a Piacenza, 80 chilometri di distanza da dove vive, Buccinasco, stretto hinterland milanese. Di sera e nei weekend, allena i bambini al GS Assago 1968, storica società sportiva.

Una passione che coltiva 9 anni: "Ho seguito il corso di primo soccorso per intervenire sui ragazzi – precisa –, per questo non mi è salito il panico, ho mantenuto la calma in quei momenti atroci. Dopo, però, sono scoppiato a piangere. Quando ho visto quel ragazzino aprire gli occhi, mi è salito un brivido". L'intervento dell'allenatore sul 12enne dura qualche minuto, lunghissimo e straziante. Segue la corsa in ospedale e il ricovero. Ora il ragazzo sta bene.

"Quando l’hanno caricato sull’ambulanza mi sono inginocchiato, l’adrenalina è scesa tutta di colpo, mi sono messo le mani in faccia. Non mi ero reso conto di nulla, si è avvicinato uno degli altri genitori e mi ha detto: gli hai salvato la vita. E lì ho realizzato". Ma non chiamatelo eroe, non vuole. E racconta che "mi ha chiamato anche il sindaco di Buccinasco per ringraziarmi, ho ricevuto un sacco di telefonate, ma non sono un eroe ho solo agito come avrebbero fatto tutti. Ho due bambini, la prima cosa che ho pensato è che potevano esserci loro a faccia in giù su un campo da calcio".