Cacciamo solo gli stranieri che fanno grande l'Italia

La bocciatura dei direttori-manager dei musei italiani in quanto «stranieri», al di là delle pur fondate questioni di ordine tecnico-giuridico, la dice lunga sullo stato di arretratezza del nostro sistema

La bocciatura dei direttori-manager dei musei italiani in quanto «stranieri», al di là delle pur fondate questioni di ordine tecnico-giuridico, la dice lunga sullo stato di arretratezza del nostro sistema e sulla necessità di porre rimedio a regole che ostacolano ogni possibilità di crescere e migliorare.

A parere di molti, l'introduzione due anni fa di direttori-manager più autonomi e responsabilizzati ha prodotto buoni risultati. Lo dicono pure i dati sull'affluenza ai musei da parte del pubblico, oltre alla generale percezione che anche in ragione di questa nuova dirigenza si sta effettivamente iniziando a ricostruire un settore - quello dei beni culturali - così importante per il nostro Paese. E se questi nuovi responsabili sono stati scelti senza guardare alla nazionalità, tanto meglio: perché questo sta a indicare che si è posta la soddisfazione del pubblico al di sopra di ogni diversa considerazione. D'altra parte, non è chiudendo la porta in faccia a qualità e professionalità che si potrà crescere. Per quale motivo nessuna azienda preferirebbe un italiano a uno straniero anche nel caso in cui il secondo fosse migliore? Il motivo è che quanti operano sul mercato devono mettersi al servizio dei consumatori. Ma anche il settore pubblico, se vuole iniziare a funzionare un po' meno peggio, deve sprovincializzarsi e aprirsi al mondo.

Va aggiunto che un tempo questi problemi non c'erano. Prima che le società europee fossero dominate da quella cultura nazionalista che sarà all'origine di conflitti molto sanguinosi, le monarchie del Vecchio continente hanno sempre cercato di trarre beneficio dall'intelligenza e dalla sapienza di chiunque: quale ne fosse la sua origine. Il cardinale Giulio Mazzarino era nato in Abruzzo e il banchiere Jacques Necker a Ginevra, ma entrambi poterono (...)

(...) essere ministri di Francia tra il Seicento e il Settecento. Deve poi essere chiarito una buona volta come non sia affatto vero che «uno vale uno». Gestire un museo esige conoscenze, esperienze, percorsi formativi e professionali, e proprio al fine di rinnovare la situazione italiana potrebbe essere utile che vari dirigenti di musei stranieri venissero da noi: aiutandoci a ripensare un settore tanto bisognoso di aria fresca. A questo punto, però, non è più solo questione di arte e musei.

Se si vuole immaginare un Paese un po' migliore, infatti, è opportuno chiedersi quanto sia sensato che nessun nostro dirigente pubblico possa venire da fuori: anche se tutti trarremmo beneficio dal suo contributo. Al ministro Dario Franceschini che legittimamente ha reagito in termini molto polemici di fronte alla decisione dei giudici va allora chiesto di farsi interprete di riforme che superino questa logica autarchica non solo in riferimento al suo dicastero, ma all'intero apparato dell'amministrazione. Sarebbe paradossale che quella stessa Italia che è incapace di controllare un'immigrazione indesiderata, sbarri poi la strada a professionisti che sono disposti a scommettere su di noi.

Commenti

giumaz

Ven, 26/05/2017 - 10:14

Tutti i giorni arrivano dall'Africa degli aitanti ragazzoni pieni di voglia di lavorare e desiderosi di arricchirci con la loro cultura. Possibile che non ce ne siano in mezzo 5 per dirigere quei musei che necessitano di un direttore?

accanove

Ven, 26/05/2017 - 10:19

siamo sicuri che tutti i soggetti, governo, istituzioni, cittadino perseguano gli stessi fini e non ci siano obiettivi diversi?

Ritratto di manganellomonello

manganellomonello

Ven, 26/05/2017 - 11:00

Distruggeranno tutto, i politici di sinistra in particolare, gli invasori e i giudici.

Raoul Pontalti

Ven, 26/05/2017 - 11:11

Sui dirigenti stranieri di museo uno dei nodi del contendere è l'interpretazione dell'art 38 del Testo unico sul Pubblico impiego (Dlgs 165/2001) il cui comma 1 recita: "I cittadini degli Stati membri dell'Unione europea e i loro familiari non aventi la cittadinanza di uno Stato membro che siano titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente possono accedere ai posti di lavoro presso le amministrazioni pubbliche che non implicano esercizio diretto o indiretto di pubblici poteri, ovvero non attengono alla tutela dell'interesse nazionale.". A mio avviso l'interpretazione dei giudici amministrativi è stata troppo ristretta.

Ritratto di No_sinistri

No_sinistri

Ven, 26/05/2017 - 11:16

nonono, i migranti sono RISORSE, l'oro nero che viene dall'africa

Jimisong007

Ven, 26/05/2017 - 11:21

Rivedere il ruolo del Tar

caste1

Ven, 26/05/2017 - 11:23

Il ministro, laureato in giurisprudenza, ha una sovrumana competenza per scegliere in pochi minuti chi deve dirigere un centro culturale di eccellenza. Certo non abbiamo fatto una bella figura, ma la responsabilità non è dei giudici che applicano la legge che viene fatta in parlamento. Si parla,poi, di cavilli, ma sono gli stessi che hanno consentito a De Luca di fare il presidente della Campania. Fuori dall'ipocrisia si sa come vanno fatte certe nomine: A Pompei, per esempio, c'è un amichetto del vecchio ministro ed a Paestum un amichetto dell'amichetto. Saluti e baci.

dondonatino

Ven, 26/05/2017 - 12:13

Mi sembra molto strano che dell'ultimo naufragio con una trentina di morti tra cui bambini se ne e' parlato cosi' poco. Vuoi vedere che quei poveretti sono morti perche' una nave cosiddetta umanitaria li era andati a prendere vicini alle coste libiche? I poveretti vista la nave si sono spostati sul barcone e si sono capovolti? In questo caso sono gli assassini? perche' i giornali tacciono?

MARCO 34

Ven, 26/05/2017 - 12:16

Premesso che il Ministro Franceschini prima di indire il concorso (se c'è stato) o comunque di nominare dei Direttori di museo stranieri si sarebbe dovuto assicurare che ciò non contravvenisse a leggi o norme in vigore, mi pongo una semplice domanda:ma questi direttori dirigevano già degli altri musei nei loro paesi o erano disoccupati (e quindi c'è da dubitare della loro professionalità)in cerca di un posto che gli è stato offerto dal nostro ministro?

titina

Ven, 26/05/2017 - 17:41

Se in Italia non ci sono persone capaci di svolgere quel lavoro, va bene assumere stranieri, ma dubito che non ci siano in Italia persone preparate.Secondo me ci sono e non sono raccomandati