Cagliari, personale centro migranti senza stipendio da mesi

Da tempo ormai il personale del centro di accoglienza reclama il pagamento degli stipendi arretrati alle Cooperative Ippocrate e Azione Sociale, per le quali opera

La giornata di oggi è stata indubbiamente animata da numerose manifestazioni, ed a queste si è aggiunta anche la protesta di alcuni lavoratori operanti nel centro accoglienza di Monastir (Cagliari), che da tempo non si vedono più accreditare lo stipendio.

A denunciare il fatto alla prefettura di Cagliari è Giorgio Pintus, segretario generale della funzione pubblica Cgil, che punta il dito sulle due cooperative che si occupano di gestire la struttura di accoglienza per i migranti, un tempo scuola di polizia penitenziaria. Nello specifico, la cooperativa denominata Ippocrate è accusata di non aver pagato i suoi dipendenti nei mesi di maggio, giugno e luglio 2018, mentre la cooperativa Azione Sociale, che ha versato le retribuzioni fino a giugno, deve ancora pagare il mese di luglio.

“Alla data di oggi, siamo costretti a constatare il perdurare di gravissimi ritardi nel pagamento delle retribuzioni delle lavoratrici e dei lavoratori dipendenti delle Cooperative costituenti il Raggruppamento temporaneo di Imprese incaricate della gestione del CAS, attivo presso l’ex Scuola di Polizia penitenziaria di Monastir”, fanno sapere dalla Cgil, come riportato dal portale “Castedduonline”.

A quanto pare nei mesi scorsi non erano mancate segnalazioni di disagio e manifestazioni guidate dai sindacati (un’importante mobilitazione si era tenuta a marzo), ma niente era servito a sboccare la situazione ed a garantire l’accredito dello stipendio agli operatori. Ecco dunque la formale istanza della Cgil alla prefettura del capoluogo sardo, a cui si chiede di “valutare l’ipotesi della revoca dell’affidamento all’attuale RTI e, comunque, di attivare la procedura per il pagamento diretto delle retribuzioni, detraendo il relativo importo dalle somme dovute alle società affidatarie del contratto, ai sensi dell’art. 1676 del Codice Civile e dell’art. 30 comma 6 del Decreto legislativo n. 50/2016”.

Commenti
Ritratto di llull

llull

Mer, 29/08/2018 - 10:10

Oramai il grasso non cola più. Che sia davvero finita la pacchia?