In Calabria arrestato latitante: era sul lungomare con la fidanzata

L'uomo è accusato di un tentato omicidio avvenuto nel 2011

"Il posto migliore per nascondere qualsiasi cosa è in piena vista." diceva Edgar Allan Poe. E forse lo pensava anche un boss calabrese latitante dallo scorso marzo, solo ieri rintracciato e arrestato dai carabinieri di San Ferdinando (in provincia di Reggio Calabria) coordinati dalla dda di Reggio Calabria e dalla procura di Palmi (Reggio Calabria). L'arresto è avvenuto ad Amantea, località di mare in provincia di Cosenza. A finire in manette Giovanni Priolo, 61 anni, ritenuto responsabile del tentato omicidio di Giuseppe Brandimarte la mattina del 14 dicembre 2011 nel piazzale Cefris sulla Provinciale 1 a Gioia Tauro, nel reggino. Priolo non era in un nascondiglio, come si potrebbe pensare, ma sul lungomare, in compagnia della presunta fidanzata. L'uomo è legato da vincoli di parentela alla potente cosca di 'ndrangheta dei Piromalli, come si legge in una nota diffusa dalla procura della Repubblica della città dello Stretto.

I carabinieri, che monitoravano da qualche giorno la casa di una donna di San Ferdinando, a cui Priolo sembrava essere legato da rapporti intimi - si legge ancora nella nota dei magistrati - si sono accorti di una serie di movimenti di auto e persone sospette la notte scorsa. Così hanno deciso di non abbandonare l'obiettivo e all'alba hanno iniziato un pedinamento attraversando le province di Reggio Calabria, Vibo Valentia e Catanzaro. Dopo circa tre ore di osservazione discreta a distanza, i militari hanno raggiunto il lungomare di Amantea e, fingendosi dei turisti, sono entrati in un bar dove hanno riconosciuto da subito la donna che, in quell'istante, era in compagnia del latitante. Pertanto, accertatisi della sua identità, lo hanno subito bloccato e portato nella caserma di Gioia Tauro. L'uomo è stato poi portato in carcere a Palmi (Reggio Calabria) a disposizione dell'autorità giudiziaria.