Sequestrate le gioiellerie dei clan a Napoli

L'operazione della Guardia di Finanza, con il commercio di oro, diamanti e preziosi i clan sarebbero riusciti a riciclare negli anni oltre 25 milioni di euro

La camorra investe in preziosi e ricicla il denaro sporco in diamanti e gioielli. Operazione della Guardia di Finanza di Napoli, sequestrate nove gioiellerie e società specializzate nella compravendita di preziosi e 74 conti correnti.

L’inchiesta della Guardia di Finanza ha portato alla luce gli affari della malavita che, grazie al commercio di oro e gioielli, sarebbe riuscita a immettere nell’economia pulita una cifra che, secondo gli inquirenti, sarebbe quantificabile in un vero e proprio tesoro da venticinque milioni di euro. Le attività finite sotto i sigilli sarebbero riferibili all’impero dell’Alleanza di Secondigliano e, in particolare, agli affari del clan Contini, operante tra il capoluogo e l’area nord di Napoli.

Le indagini però, come riferisce il Corriere del Mezzogiorno, non si fermerebbero alle gioiellerie dal momento che obiettivo degli investigatori è quello di ricostruire l’intera rete utilizzata per riciclare le ingenti somme di denaro incassate dai clan grazie agli affari illeciti.

L’ultima operazione va a legarsi a un filone investigativo che ha dato ottimi frutti, specialmente negli ultimi mesi. A fine novembre un’altra gioielleria, a Napoli, era finita sotto i sigilli mentre a ottobre erano stati sequestrati anelli, bracciali, orecchini e persino diamanti e lingotti d’oro. I preziosi, scoperti in un borsone nella disponibilità di uno dei ras del clan Contini, sarebbero stati acquistati (e non rubati) a titolo di “investimento” delle somme incassate grazie al traffico di droga nelle piazze di spaccio napoletane.