Cancellati i bonus per gli ospedali. Troppi parti cesarei

L'Italia è uno dei Paesi con il più alto numero di partei cesarei. Questo perché gli ospedali riescono a farne una fonte di guadagno. Ma Lombardia e Lazio stanno intervenendo tagliando i bonus regionali

Il parto cesareo è più rischioso, ma più profittevole di quello vaginale. Gli ospedali italiani ci guadagnano e se ne infischiano dei numeri.

L'agenzia delle Regioni ha da poco pubblicato il Piano Nazionale Esiti. "Il parto cesareo - si legge nel documento - rispetto al parto vaginale comporta maggiori rischi per la donna e per il bambino. Dovrebbe essere effettuato solo in presenza di indicazioni specifiche". Ma mettendo a confronto i dati raccolti, appare evidente che l'Italia supera di gran lunga le soglie consigliate dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.

Il motivo? Le Regioni, a fine anno, contano gli interventi e a seconda del numero e del tipo di operazione chirurgica versano i contributi agli ospedali. Il parto cesareo è alto in classifica e fa guadagnare parecchi quattrini agli ospedali.

La Lombardia e il Lazio però, stanno cercando di arginare questo fenomeno con una tecnica precisa: chi farà il parto cesareo inutilmente perderà parte dei rimborsi regionali. La regione Lombardia cerca di incanalare gli ospedali nella giusta direzione anche con i bonus. Infatti, gli ospedali che faranno il parto cesareo solo quando necessario riceveranno un bonus che verrà sommato ai contributi regionali.

Per stabilire quando servirà il cesareo, gli ospedali dovranno affidarsi ad uno schema internazionale che divide le donne incinte a seconda delle loro condizioni santiarie. Questi escamotage adottati dalle Regioni consentiranno agli ospedali italiani di allinearsi alle norme seguite da tutto il mondo.

Commenti

agosvac

Dom, 24/01/2016 - 15:45

E' sempre la solita storiella: alcuni medici inducono il paziente a farsi operare anche quando non ce ne sarebbe bisogno e questo per guadagnare qualche soldino in più. Io ne ho esperienza: un oculista di un ospedale di Palermo mi aveva diagnosticato cataratte ad ambedue gli occhi da operare immediatamente. Sono andato da un altro oculista, un privato, che mi ha detto: le cataratte ci sono ma vanno operate solo quando sono "mature". Morale: sono stato operato diversi anni dopo con un ottimo risultato. Altro problema: un urologo di uno dei principali ospedali di Palermo mi disse che la mia ipertrofia prostatica era da operare immediatamente a rischio di un blocco urinario. Sono andato da uno dei migliori agopuntori sempre di Palermo e sono passati ormai quasi dieci anni e non ho avuto necessità di operazioni, nessun blocco urinario, e tutto va ancora bene!!!

Ritratto di wilfredoc47

wilfredoc47

Dom, 24/01/2016 - 17:10

Classe medica da tempo in catenaccio e quindi sempre meno qualificata professionalmente + etica in caduta libera + dio quattrino + mentalità sessantottina + gente che non aspetta che l'occasione per fare del casino = Non va più bene un tubo.

maleo

Dom, 24/01/2016 - 17:46

Poi si esagera anche nel senso contrario.Per lo meno in Lombardia,inducono il parto naturale anche a donne che hanno un bambino già dichiarato morto nel ventre.Oppure costringono a parti naturali pazzeschi ,con travagli lunghissimi e lacerazioni certamente non meno pericolose del taglio cesareo.Non è mica vero che,come si diceva un tempo,i dolori del parto li porta via la Madonna!purtroppo partoriscono solo le donne.