Cani e gatti salvi grazie a Leidaa e alla Polstrada

Gli animali, richiusi in un furgone lager, sarebbero dovuti arrivare in Belgio, dopo un viaggio di 900 chilometri

Cani e gatti sono stati salvati grazie all’intervento della Leidaa, la Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’ambiente, che ha avvertito la Polstrada subito intervenuta per effettuare il controllo di un furgone sospetto. Il mezzo si trovava parcheggiato in sosta, con al suo interno 14 animali, tra cani e gatti. I volontari presenti, tra cui la presidente di Leidaa, l’onorevole Michela Vittoria Brambilla, hanno notato che sul furgone erano assenti le caratteristiche necessarie al trasporto. In seguito al controllo sono stati sequestrati 11 cani e tre gatti che al momento sono stati affidati a un rifugio e alla stessa associazione, in attesa che vengano svolte tutte le indagini del caso.

Secondo quanto raccontato dalla Leidaa, gli animali al momento del sequestro si trovavano all’interno del furgone, senza diponibilità di acqua, al caldo e in piccolissimi box. Ad avvertire la Polstrada di San Giuliano Milanese sarebbe stato Davide Merlo, guardia zoofila e responsabile del Nucleo operativo del movimento animalista. Gli agenti che sono giunti sul luogo hanno verificato i documenti di accompagnamento e le condizioni del mezzo. Sul posto anche il veterinario dell’ATS che, dopo aver dato da mangiare e da bere a cani e gatti, ha disposto il sequestro amministrativo.

L’onorevole Brambilla ha voluto così ringraziare la Polstrada e tutti coloro che sono intervenuti: "Ringrazio i volontari, Gabriele Merlo per il supporto tecnico, gli operatori della Polizia stradale, i loro dirigenti, che hanno consentito di proseguire l’attività ben oltre la fine del turno, e il veterinario ATS, l’Agenzia per la tutela della salute, che ha eseguito i controlli sugli animali. Tutti sono stati per ore sotto il sole, risparmiando a cani e gatti un viaggio letteralmente “infernale” e probabilmente letale. Gli accertamenti in corso diranno se vi sono altre responsabilità”.

Da quanto emerso gli animali, partiti dal Sud Italia, sarebbero dovuti arrivare in Belgio, affrontando un viaggio difficoltoso e molto pericoloso, di circa 900 chilometri. Non vi sarebbero per il momento provvedimenti penali a carico dell’autista del tir che doveva solo trasportare e consegnare gli animali.