Il Caravaggio perdibilissimo

Dopo avere co-scritto, trascinato da Tomaso Montanari, un libro «contro le mostre», Vincenzo Trione, non avvezzo all'arte antica, si imbatte nella mostra su Caravaggio a Milano (ricca di bei quadri, ma essenzialmente commerciale), e ne loda il rigore, definendola «filologicamente ineccepibile ma anche misuratamente spettacolare». Su questi presupposti appare a Trione «un appuntamento imperdibile». Trattandosi di una parata di opere note, che era meglio non spostare, è vero il contrario: la mostra è perdibilissima. L'analisi di Trione si basa sulla sua inesperienza.

Egli afferma che «diversamente da quel che spesso avviene nei (falsi) eventi dedicati a Caravaggio, in mostra ci sono non tele di dubbia autografia o di allievi più o meno diretti, ma opere di paternità certa»: e qui casca l'asino. L'esposizione, composta con ciò che era possibile avere, si avvale, considerandole autografe, anche di repliche modeste come il Ragazzo morso dal ramarro della Fondazione Longhi (l'originale è alla National Gallery di Londra), l'Incoronazione di spine della Banca di Vicenza, universalmente ritenuta una copia («riabilitata» da Mina Gregori per favorirne la vendita), la Sacra famiglia della collezione Otero Silva di Caracas, di autografia improbabile. In tutta la mostra, infine, certamente spettacolare, non vi è nessuna novità critica o filologica. Se ha dubbi Trione, provi a chiederlo al suo amico Montanari, che tanto si è applicato a Caravaggio.

Commenti

demetrio_tirinnante

Mar, 02/01/2018 - 16:40

Ho letto questa cosa. E quindi? Che devo fare? Sorridere o scompisciarmi addirittura?

Ritratto di Dreamer_66

Dreamer_66

Mar, 02/01/2018 - 17:02

demetrio_tirinnante: per quanto incomprensibile ai più (me compreso) almeno in questa occasione l'iracondo Vittorio pontifica su argomenti a lui congeniali. Nel suo precedente articolo tira in ballo addirittura Sciascia per scagliarsi contro coloro che gozzovigliano e si divertono in maniera rituale durante le feste!

Giorgio Rubiu

Mar, 02/01/2018 - 17:45

Dimostratamente copie o falsi. Il nostro vecchio e comune amico Gaetano Morelli che, purtroppo, non è più dei nostri, direbbe che quella è la mostra "dal fiol dal povar lindo". Bel colpo, professor Sgatbi.

Ritratto di Maximilien1791

Maximilien1791

Mer, 03/01/2018 - 05:18

Su Mina Gregori siamo a rischio querela Dott.Sgarbi, se non nei tribunali della Repubblica in quelli del mondo del mercato dell'arte. In merito alle grandi mostre sono con Lei d'accordo, appena leggo di lunghe file, mi defilo.

ferdinando55

Mer, 03/01/2018 - 09:13

A parte il commento di demetrio_tirinnante (come sempre del tutto incomprensibile ed avulso dal contesto), noto con piacere che tutti gli altri commentatori hanno speso parole di elogio per quanto scrive Vittorio Sgarbi. In effetti anch'io condivido la tesi proposta da Sgarbi in relazione allo spostamento delle opere: quando si tratta di dipinti noti...perché spostarle?!? Le mostre che arricchiscono la conoscenza di un pittore e promuovono successivi studi, ricerche e approfondimenti sono quelle che propongono opere non accessibili normalmente in musei o istituzioni pubbliche e private aperte al pubblico, ma quelle che espongono dipinti di collezioni private, fondazioni (bancarie e non) ed altri enti ancora. Infatti se un evento espositivo propone solo opere note...quale contributo può fornire per la conoscenza di un autore??? (soprattutto quando poi, come nel caso di Milano, sono presenti pure dipinti piuttosto discutibili, come quelli evidenziati da Vittorio Sgarbi).

levy

Mer, 03/01/2018 - 09:35

Leggendo questo articoletto di Sgarbi si nota che il mondo dell'arte è popolato di un sottobosco di faccendieri opportunisti in cerca di fortuna. L'arte, dal suo nobile e solitario piedistallo guarda con delusione.

Accademico

Mer, 03/01/2018 - 14:12

Chiacchiere, solo chiacchiere. Croste, riproduzioni e - come dicevo - solo chiacchiere!

Ritratto di Leo Vadala

Leo Vadala

Mer, 03/01/2018 - 15:03

@Maximilien 1791- Il Dott. Sgarbi non teme querele. Ne ha gia' perse parecchie e chissa' se le paga.

un_infiltrato

Mer, 03/01/2018 - 15:04

x - ferdinando55 - Ma dov'è scritto che "le mostre che arricchiscono la conoscenza di un pittore e promuovono successivi studi, ricerche e approfondimenti sono quelle che espongono dipinti di collezioni private, fondazioni, ed altri enti ancora"? Questa è semplicemente una opinione Sua. Personale, inverosimile, molto limitativa.