Carcere di Foggia, aggressione a un agente da parte di un detenuto

La polemica dei sindacati: "Organico insufficiente"

Il carcere di Foggia balza nuovamente agli onori della cronaca per l'aggressione da parte di un detenuto ai danni di un agente di polizia penitenziaria.

Il poliziotto dopo aver invitato un detenuto barese a rientrare nella propria cella, è stato aggredito con pugni e schiaffi.

L'aggressore, come si legge sul sito "FoggiaToday" è in attesa della sentenza della Corte d'Appello per una vicenda che lo vede coinvolto con l'accusa di tentato omicidio.

Dopo l'aggressione è scoppiata la polemica. Ad attaccare i sindacati Sappe e Cosp decisi a rivendicare la necessità di un aumento dell'organico degli agenti nel carcere di Foggia dove esiste una reale emergenza e dove le guardie di custodia sono in inferiorità numerica rispetto ai detenuti.

L'aggressione nel carcere foggiano è solo l'ultimo episodio in ordine di tempo di una serie che ha costellato la cronaca negli ultimi tempi, con, al centro, proprio i penitenziari pugliesi. Ancora pochi giorni fa ci sono state altri casi violenti nei confronti di agenti di custodia in Puglia, nelle carceri di Trani, Bari, Foggia e Taranto. E il passato racconta di altre aggressioni. Lo scorso anno in poche settimane ci furono due vicende analoghe in sequenza ancora nel carcere dauno. Nel gennaio 2016 un agente venne colpito senza alcuna motivazione e fece ricorso alle cure mediche con 15 giorni di prognosi causati dall'aggressione. Sempre nello stesso mese, in precedenza, altre due guardie carcerarie furono aggredite: uno all'interno dell'istituto di pena da un detenuto e un altro appena fuori dai famigliari di un carcerato.

Certo questi episodi fanno riflettere ancora su un'emergenza reale, complessa, di grande portata, com'è quella delle carceri. Dove pochi uomini devono garantire la sicurezza in luoghi nei quali spesso i detenuti sono in condizioni inaccettabili.