Il cardiologo di Pino Daniele contro la compagna: "Non era in condizioni disperate"

Il cardiologo del cantante accusa la compagna: "Quella sera quando era in auto non era in consdizioni disperate, era meglio un'ambulanza"

Continua lo scontro tra Amanda Bonini e il cardiologo di Pino Daniele. Achille Gaspardone, il medico che da sempre seguiva il cantante chiarisce la ricostruzione dei fatti della sera del 4 gennaio, quella della corsa dalla Toscana all'ospedale Sant'Eugenio, conclusasi con la morte del cantante.

Gaspardone replica in una lunga nota alle dichiarazioni rilasciate dalla Bonini. Nei giorni precedenti il 4 gennaio, le condizioni di Daniele non erano affatto "allarmanti", e non è vero, sottolinea il cardiologo, che quella sera "non ci fosse nessuno" al sant'Eugenio ad attendereDaniele e la sua compagna.

"Da molti anni - spiega Gaspardone - avevo in cura il Sig. Daniele dal punto di vista cardiologico facendo ripetuti interventi percutanei a causa della sua grave patologia coronarica; visitavo periodicamente il Sig. Daniele e frequentemente avevo contatti telefonici con lui ed i familiari in occasione di chiarimenti terapeutici o di variazioni sintomalogiche. Peraltro il Sig.Daniele, considerata la sua familiarità con l'equipe cardiologica dell'Ospedale S. Eugenio, si è recato più volte nel corso di questi anni autonomamente e spontaneamente, anche in mia assenza, presso il pronto soccorso e gli ambulatori dell'Ospedale S. Eugenio".

E ancora: "Mi trovavo in vacanza nel Trentino e sono stato contattato dal Sig.Daniele che mi riferiva la volontà di sottoporsi a visita di controllo in quanto avvertiva una vaga sintomatologia di carattere intestinale analoga e contestuale a quella avvertita dalla compagna e un vago senso di spossatezza. Si concordava comunque di effettuare una visita di controllo per il pomeriggio del 5 gennaio 2015. Peraltro, mi sentivo tranquillizzato dal vedere la sera stessa il Sig. Daniele esibirsi nel concerto di fine anno a Courmayeur trasmesso in televisione. Successivamente apprendevo che il Sig.Daniele aveva passato serenamente alcuni giorni di vacanza, verosimilmente il 2 e 3 gennaio, presso le terme di Saturnia dove aveva fatto regolarmente e senza alcun sintomo i bagni termali. Apprendevo inoltre che il giorno 4 il Sig. Daniele era stato a pranzo a un ristorante con parte della famiglia senza accusare alcun disturbo evidente. La sera del 4 gennaio - spiega poi Gaspardone raccontando le ultime ore di vita del cantante - venivo contattato dalla Sig.ra Bonini che mi riferiva di alcuni disturbi vaghi riferiti dal Sig. Daniele caratterizzati da senso di stanchezza. Le consigliavo pertanto di controllare la pressione arteriosa sistemica e di distendere il Sig. Daniele, malgrado la pressione fosse nei limiti della normalità e raccomandando di tenermi aggiornato sulle condizioni cliniche. Poco dopo venivo ricontattato dalla Sig.ra Bonini e sentendola preoccupata le consigliavo di chiamare l?ambulanza cosa che è stata fatta. Successivamente venivo ricontatto dalla Sig.ra Bonini che mi comunicava che il Sig. Danieleaveva preso la ferma decisione di recarsi al Pronto Soccorso dell?Ospedale S. Eugenio. A quel punto ho avvertito immediatamente il medico di guardia della terapia intensiva cardiologica dell'ospedale S. Eugenio, Dott. Massimo Salsano, dandogli la disposizione di andare immediatamente al pronto soccorso in attesa dell?arrivo del Sig. Daniele, cosa che è stata fatta e facilmente riscontrabile".

"Essendosi svolti così i fatti - conclude Gaspardone - appare del tutto evidente che le dichiarazioni rilasciate dalla Sig.ra Bonini non corrispondono nella maniera più assoluta alla realtà dei fatti, in quanto se le condizioni del Sig. Daniele fossero state così allarmanti da giorni non avrebbe potuto esibirsi nel concerto di capodanno, andare alle Terme di Saturnia in vacanza, nè pranzare al ristorante il giorno stesso del decesso; non corrisponde nemmeno alla realtà la sua dichiarazione che presso il pronto soccorso del San Eugenio non ci fosse nessuno ad accogliere il suo arrivo in quanto - conclude Gaspardone - io stesso ho provveduto ad allertare l'equipe cardiologica che effettivamente e prontamente si faceva trovare al pronto soccorso".

Commenti

maleo

Lun, 02/03/2015 - 09:01

Io non c'ero,ma so che quello che afferma il medico è falso.Ho un marito cardiopatico e i sintomi dell'infarto o della stenosi di stent,non sono così evidenti e immediati.Purtroppo.spesso si ha un malessere facilmente imputabile ad altri problemi fisici.Di conseguenza ,o appena uno non digerisce bene,ha un dolore alla spalla,sente male alla schiena i è molto stanco,o corre in cardiologia,o aspetta l'evoluzione o involuzione(se non è il cuore)della situazione.Mio marito era andato in piscina,fatto 20 vasche e tornato in ufficio.Aveva male alle spalle e si sentiva stanco....Solo alle nove abbiamo chiamato la guardia medica,così,per controllo.Si è salvato perchè abitiamo accanto all'ospedale.

linoalo1

Lun, 02/03/2015 - 10:28

Comunque sia,date le sue condizioni,forse sarebbe vissuto qualche ora o giorno in più!Ma,ormai,il suo destino era segnato!Pertanto,la ricerca,a tutti i costi,di un possibile colpevole,mi sembra proprio tempo sprecato!A meno che non lo si faccia solo per gli interesssi di qualcuno!Lino.

Totonno58

Lun, 02/03/2015 - 10:45

maleo...non è un problema quello che ha detto il medico...Pino se n'è andato perchè ha voluto fare a capa sua, come ha sempre fatto nella sua straordinaria, luminosa carriera...anche lui aveva un attrezatissimo (lo so) ospedale a poca distanza ma non si è fatto trovare dall'ambulanza che era stata chiamata...io farei chiudere ogni indagine, nessuno può essere incolpato per non essere riuscito a contraddire la sua meravigliosa CAPA TOSTA...pensiamo piuttosto a celebrare, deNtro e fuori di noi, il suo 60mo compleanno tra 17 giorni...VAI MO', PINO!!

Holmert

Lun, 02/03/2015 - 11:48

Io so per certo una cosa. Il medico non dovrebbe mai dare consigli per telefono. Se contattato per disturbi anche vaghi, dovrebbe consigliare al suo interlocutore di farsi comunque vedere da un medico del posto o quanto meno di recarsi al PS del più vicino ospedale. Il medico deve sempre essere testimone visivo di ciò che succede alla sua presenza al paziente che lamenta sintomi. Forse, se il cardiologo si fosse comportato così, invece di consigliargli questo o quello telefonicamente le cose sarebbero andate diversamente e Pino starebbe ancora a cantare per noi. Ma si sa, la burbanza di certi medici non ha confini. PS Informatemi per telefono delle condizioni dei pazienti, diceva un tal primario, per poi legarti a sue terapie, sempre per telefono. Io ho sempre ignorato quegli ordini, appellandomi alle leggi vigenti. Quando uno è assente è assente, stop, non conta.