Carnevale, tempo di riciclo creativo

Fioriscono blog e tutorial per creare costumi carnevaleschi con materiali riciclati. Una scelta che può diventare motivo di divertimento e di risparmio. E ora alcuni parchi giochi offrono laboratori per insegnare ai più piccoli l’arte del fai da te

Quella del costume riciclato e della maschera fai da te, ricavati con fantasia da oggetti e materiali disponibili in casa, è per molte padri e madri una vera passione. Coloro che sono più dotati di manualità e di capacità di esercitare l’arte del cucito si mettono volentieri a disposizione dei propri figli e si esercitano nella creazione di abiti di Carnevale a partire da vecchi vestiti, da scatole di cartone, pezzi di feltro, frammenti di tessuti vari, di vecchi giornali o addirittura di materiali di plastica. Oggi poi su Internet è possibile trovare tutorial e blog (ad esempio gogreen Blog) che offrono suggerimenti su come avventurarsi nel brivido del fai da te avendo un adeguato supporto e istruzioni all’altezza del compito che si intende affrontare. Un’esigenza anche a misura di tasche e di risparmio visto che comprare un costume confezionato fatto di materiali decenti può costare cifre certo non esattamente accessibili a tutti i portafogli.

Nel tempo sono nati anche veri e propri laboratori per insegnare a creare questi costumi fai da te e cimentarsi in un’impresa che non suona facile ai più. E ci sono anche alcuni parchi-giochi - come quelli Youngo Vulcano Buono e Youngo Maximall a Nola e in provincia di Salerno, a Pontecagnano Faiano - che hanno deciso di puntare sull’insegnamento dell’arte del costume riciclato coinvolgendo direttamente i più piccoli, attraverso laboratori creativi ad hoc. Così come a Chianciano Terme è nato anche il primo Carnevale ecologico «per sottolineare l’importanza del recupero dei materiali per dare loro una seconda vita, trasformandosi in questa occasione in belle e colorate maschere», come raccontano gli organizzatori.

L’idea di fondo è che con un pezzetto di fil di ferro è possibile farsi spuntare le ali, una bottiglia o un piatto di plastica si può trasformare in un cappello, colori e scatole di merendine possono trasformarci in Arlecchino, avanzi di stoffe apparentemente da buttare possono diventare mantelli da cavaliere e gonne da principesse e magari attraverso un palloncino ci si può trasformare in un frutto. Una miscela di fantasia e manualità che attraverso una adeguata consulenza può produrre travestimenti divertenti e colorati, come accade nei centri Youngo. E trasformare il fatidico dilemma - da cosa mi posso vestire quest’anno? - in un gioco, un divertimento e un’occasione per esercitare la creatività e l’immaginazione.