Al Carnevale di Viareggio trionfa un carro che denuncia l'inquinamento e i rifiuti

L'ultima Bianncaneve, di Jacopo Allegrucci, trionfa al Carnevale di Viareggio. Grande successo di pubblico sui viali a mare della città toscana

I politici si sono visti, ma non sono stati i protagonisti assoluti, com'era avvenuto molte volte in passato. L'unica eccezione è stato Donald Trump: a lui, infatti, hanno dedicato ben tre carri di cartapesta. Quest'anno al Carnevale di Viareggio ha vinto il tema "ambiente", con un carro intitolato "L'Ultima Biancaneve", che denuncia i troppi rifiuti e l'inquinamento che circondano l'uomo (leggi l'articolo e guarda le foto su L'Arno.it).

Nella cittadina toscana la tradizione del Carnevale è antica. Risale al 1873, con i primi carri (all'epoca carrozze addobbate) trainati dai cavalli. Nacque come sfida di alcune persone molto agiate, per protestare contro le troppe tasse. Secondo la tradizione l'idea nacque attorno ai tavoli di un celebre caffè. L'idea è rimasta più o meno sempre quella: togliere la tristezza, e il risentimento, e riportare l'allegria e la spensieratezza, almeno per alcuni giorni dell'anno.

I primi carri veri e propri sfilarono alla fine dell'Ottocento: erano costruiti con legno e tela da scultori locali, grazie all'opera di chi lavorava nei cantieri navali. All'inizio del Novecento, quando comparvero i primi esemplari di cartapesta, ebbe inizio la grande sfilata dei carri sul viale a mare. Neppure la prima guerra mondiale fermò il carnevale, che si fermò ma riprese subito dopo ancora più bello e allegro di prima.