Operata all'anca, muore per un’infezione contratta in ospedale

I familiari della donna avviarono un’azione giudiziaria contro i medici. Adesso, dopo le indagini preliminari, si andrà a processo

Un nuovo caso di malasanità in provincia di Caserta finisce in tribunale. La denuncia dei familiari è scattata solamente negli ultimi giorni, anche se la loro congiunta era deceduta nel dicembre scorso, in seguito a un arresto cardio respiratorio, dopo aver contratto una grave infezione in ospedale.

Tutto era cominciato nell’agosto del 2018, quando la paziente R.F. fu ricoverata nel nosocomio casertano per una frattura al femore sinistro. Il giorno dopo le venne effettuato un intervento chirurgico, per l’inserimento di una protesi a doppia mobilità. L’operazione sembrava riuscita, ma dopo appena un mese la donna fu nuovamente ricoverata.

La ferita si era riaperta e ci fu bisogno di intervenire, anche per rimuovere la protesi, che procurava problemi. Le condizioni di salute precarie di R.F. dopo qualche mese, a dicembre, resero necessarie analisi approfondite. Dagli esami emerse che la donna aveva contratto un germe, il Klebsiella Pneumoniae.

Non ci fu neppure il tempo di iniziare una cura che la paziente peggiorò, fino a perdere la vita per un arresto cardio respiratorio. I familiari avviarono un’azione giudiziaria contro i medici dell’ospedale di Caserta e adesso, dopo le indagini preliminari, si andrà a processo per verificare le eventuali responsabilità degli operatori sanitari casertani.

L’ultimo episodio di malasanità è accaduto sempre nell’ospedale di Caserta, dove un 39enne giunto al pronto soccorso per un mal di testa è morto dopo due giorni di agonia. I parenti della vittima hanno sporto denuncia, ritenendo che quello del loro congiunto sia l’ennesimo caso di disservizio sanitario.