Caso Elena Ceste, chiesto il giudizio immediato del marito Michele Buoninconti

L’uomo, accusato dell’omicidio della moglie Elena Ceste, è in carcere dal 29 gennaio. Per il gip Marson le prove sono più che sufficienti per disporre il giudizio immediato

Giudizio immediato per Michele Buoninconti, accusato di omicidio e occultamento del cadavere della moglie Elena Ceste. È questa la decisione del gip, Giacomo Marson, che ritiene sufficiente la raccolta di prove a carico dell'indagato e pertanto ha fissato la prima udienza in corte d'Assise il prossimo 1 luglio. I due avvocati della difesa, Chiara Girola e Massimo Tortoroglio, hanno 15 giorni di tempo per chiedere il rito abbreviato che prevede lo sconto di un terzo della pena.

La scelta del giudizio immediato è scaturita dal fatto che secondo il giudice dell’indagine preliminare le prove sono talmente manifeste da non richiedere ulteriore istruttoria. Il gip di Asti, Marson preso atto che non sono ancora trascorsi 180 giorni dal l’arresto e ritenendo assolutamente fondata l’accusa, ha fissato al 1 luglio la data del processo in corte d’Assise ad Asti. La difesa, rappresentata dal l’avvocato Chiara Girola ha preso tempo prima di decidere se scegliere il rito abbreviato che comporta, in caso di condanna -rischia l’ergastolo - una riduzione della pena. La difesa ha 15 giorni di tempo per pronunciarsi in merito.

Il marito della donna di Costigliole d’Asti scomparsa il 24 gennaio 2014, il cui corpo senza vita è stato ritrovato nell’ottobre scorso a meno di un chilometro dalla sua abitazione, continua ad essere l’unico sospettato per l’omicidio della moglie.

Commenti
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stock47

Gio, 14/05/2015 - 17:47

E' un processo assurdo che nemmeno sarebbe stato dovuto essere intentato. Accusano Buoninconti sulla base del niente asoluto, come sono soliti fare le Procure. Tutto gossip e fanghiglia ma di prove vere nessuna. Non sanno nemmeno se è stato omicidio! Non c'è nessuna prova scientifica che lo affermi. Sospettano il marito solo perhcè ha valori e abitudini diverse dai locali ma nessuno può provare che ha ucciso la donna o che ne ha nascosto il cadavere. Un altro processo senza capo nè coda contro il disgraziato di turno.

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Japiro

Gio, 14/05/2015 - 21:32

il buon Stock non sapendo più a cosa appigliarsi per difendere il figlio del Guerinoni, ora si cimenta sbracciandosi a più non posso nella difesa di Michele... Questo è un altro candidato all'ergastolo...ma Stock non lo sa...

Ritratto di stock47

stock47

Ven, 15/05/2015 - 14:37

Japiro, se hai da scrivere scrivi sul caso e non su di me. Io scrivo sapendo di cosa scrivo, tu scrivi non sapendo un accidente ma solo per fare polemica inconcludente. Su tale morte non hanno alcuna prova scientifica che sia stata uccisa e l'asfissia è solo una supposizione, tutto scritto nell'autopsia. Il marito ha indicato ai carabineiri che la moglie era nuda, quindi girava lì vicino, in pieno inverno non poteva stare lontana, infatti hanno finito per ritrovarla, però doopo sei mesi, a soli 800 metri da casa. Se avessero cercato bene l'avrebbero trovata subito. Adesso assurdamente "suppongono" il marito omicida. Quale assassino indica dove ha lasciato il corpo della vittima e per di più nell'immediatezza del delitto? Sarebbe un ixxxxxxxe, proprio come te.