Cassazione conferma le condanne ai responsabili di Green Hill

Nell'allevamento che fu chiuso nel 2012 erano tenuti beagle per la sperimentazione

È arrivata oggi la conferma della condanne per i responsabili dell'allevamento Green Hill di Montichiari, nel Bresciano. Una decisione, quella dei giudici, che ribadisce in Cassazione quanto già stabilito, ritenendo inammissibili i ricorsi presentati dal direttore dell'allevamento Roberto Bravi, dal veterinario Renzo Graziosi e da Ghislaine Rondot, cogestore

Le condanne comminate andavano dall'anno all'anno e mezzo di reclusione, decisi nel febbraio 2016 dalla Corte d'Appello di Brescia. I giudici di secondo grado confermarono anche la confisca di oltre 2.600 cani, affidati a famiglie in tutta Italia.

"Il processo è stato influenzato da una campagna animalista ingiustamente accanita che in realtà vuole vedere l'azienda condannata", aveva allora argomentato la difesa, prima di presentare ricorso.

Green Hill fu chuso nel 2012. Ospitava cani di razza beagle che sarebbero stati destinati alla sperimentazione. Dal 2008 al 2012, ha sostenuto l'accusa, nel centro di Montichiari sarebbero morti oltre 6mila cani. Anche in primo grado, nel processo celebrato davanti al tribunale di Brescia, i tre imputati vennero condannati.