La Cassazione: dire "nave scuola" a una donna è un insulto

Un cinquantenne di Messina è stato condannato a risarcire la ex moglie con il pagamento di 450 euro

Dire "nave scuola" a una donna con riferimento ai suoi (numerosi) trascorsi in ambito sessuale è un insulto. Lo stabilisce una sentenza della Quinta sezione penale della Corte di Cassazione, con cui si conferma una decisione del Tribunale di Messina che condannava un cinquantenne a risarcire con 450 euro l'ex moglie apostrofata con tale epiteto.

L'uomo, infatti, era solito rivolgersi all'ex coniuge, da cui si era separato nel 2002, ricordandole di "aver avuto molti amanti" e definendola senza mezzi termini una "nave scuola".

"I termini rivolti dall’imputato alla ex moglie si rivelano chiaramente offensivisecondo l’apprezzamento della generalità dei consociati", scrive la Suprema Corte: in parole povere, cioè, l'espressione è da considerarsi ingiuriosa perché così è percepita dalla comunità in cui i due ex coniuge si trovano a vivere.

Così il cinquantenne, che pure sperava nella clemenza della Corte sostenendo di aver proferito solo espressioni di "tenue" contenuto offensivo, è stato costretto a risarcire la ex moglie.

Commenti
Ritratto di stock47

stock47

Ven, 12/09/2014 - 06:18

Pazzesco! Non si può più dire nemmeno la verità. Siamo in una nazione d'ipocriti.

jaaaar

Ven, 12/09/2014 - 10:52

Uno studio di giurati ha mostrato che le discriminazioni di genere compiute dalla magistrature contro gli uomini sono 6 volte maggiori delle discriminazioni razziali contro i neri

plaunad

Ven, 12/09/2014 - 11:37

Benissimo ed allora chiamiamole tout cour "mignotte". Va bene così ?