Catasto, il riclassamento va alla Consulta

La Corte Costituzionale dovrà esprimersi sulla norma del 2004 che prevede per il Catasto un riclassamento degli immobili nelle microzone comunali

Novità in arrivo sul fronte del Catasto. La norma del 2004, che permette ai Comuni di chiedere all'Agenzia delle Entrate oppure alle agenzie presenti sul territorio locale di rivedere in modo parziale la classificazione delle unità immobiliari private che si trovano nelle microzone comunale in cui il valore medio di mercato e il valore medio catastale per quanto riguarda la quantificazione di Imu e Tasi si discosta in modo signifcativo dal rapporto di classificazione delle stesse microzone comunali, dovrà passare sotto il vaglio della Corte Costituzionale. A sollevare il caso alla Consulta è stata la commissione tributaria del Lazio e come riporta Confedilizia si tratta della questione di legittimtà dell'articolo 1, comma 335, della legge n.331 del 2004. E secondo i giudici, come ricorda Confedilizia, questa legge sarebbe in conflitto con l'articolo 3 della Costituzione "perché il singolo contribuente si troverebbe irrazionalmente esposto a rivalutazione del proprio bene in relazione alla significativa rivalutazione di beni altrui sol perché situato in una microzona oggetto di attenzione da parte del Comune, con disparità di trattamento rispetto ad altre microzone, pur significativamente da rivalutare, ma non oggetto di richiesta da parte del Comune medesimo all’Agenzia del territorio”; con l’articolo 53, “poiché un riaccatastamento di una serie di edifici collegato ai soli valori di mercato di zona e senza modificazioni nella realtà si porrebbe inevitabilmente in contrasto con la capacità contributiva dei singoli”; con l’articolo 97, “in quanto la rivalutazione massiva non assicura né il buon andamento né l’imparzialità dell’amministrazione, colpendo indiscriminatamente tutte le unità immobiliari (di una determinata zona) senza alcuna verifica concreta del singolo bene”.