La chiesa apre canoniche e case parrocchiali ai profughi

Ad Avezzano gli immigrati saranno ospiti del Centro Rindertimi e della canonica di Sante Marie. Il Vescovo ha dato il via libera per accoglierli nelle case libere di proprietà della chiesa

L'arrivo di nuovi profughi nella Marsica fa aprire altre porte. Dopo gli hotel, le case di cura e le caserme, ora tocca alla chiesa pronta ad accoglierli nelle sue case libere. Infatti, ad Avezzano, in Abruzzo, le porte del centro Rindertimi e della casa canonica della chiesa di Santa Maria delle Grazie di Sante Marie si sono aperte per gli extracomunitari fuggiti dai loro paesi d’origine e arrivati in Italia a bordo di barconi in cerca di un futuro.

Dopo la richiesta di aiuto dell’Italia in Abruzzo finora sono arrivati 1.300 immigrati di cui 179 nella Provincia dell’Aquila. Sono ospitati in strutture alberghiere, in centri di assistenza e in abitazioni private.

Tutti si stanno adoperando per aiutarli e l’Europa, per sdebitarsi, versa nelle casse degli assistenti 35 euro al giorno a persona necessari per pagare le spese di soggiorno e i pasti.

"Ho pregato la Prefettura di avvisare i sindaci di quando arrivano gli immigrati nei vari paesi marsicani e abruzzesi», ha commentato il presidente della commissione regionale speciale per il monitoraggio del fenomeno migratorio e del fenomeno sommerso, Emilio Iampieri, «stanno arrivando altre persone tutte in attesa dell’asilo politico. I tempi purtroppo per la valutazione delle domande sono molto lunghi e si rischia che possano rimanere nelle comunità abruzzesi per molti mesi. Se la commissione decide che un migrante non ha diritto all’asilo politico e quindi va rimpatriato questo potrebbe fare ricorso e di conseguenza i tempi potrebbero dilatarsi".

Attualmente nella Marsica vengono ospitati una decina di migranti alla Rindertimi e altrettanti, con figli, a Sante Marie. Ogni immigrato percepisce 2euro e 50 al giorno, per le spese personali, più i 35 euro necessari per il soggiorno che vanno però a chi li ospita.

"Il vescovo Pietro Santoro ci ha chiesto di rendere disponibili le case parrocchiali libere", ha spiegato il parroco di Sante Marie, don Michelangelo Pellegrino, che si occupa anche di altre parrocchie del territorio, "avendo più parrocchie con le abitazioni vuote abbiamo dato la nostra disponibilità".

"Tramite il vescovo poi", aggiunge, "il tutto è stato comunicato alla prefettura che cercava strutture libere. A occuparsi dei migranti sarà il gruppo Caritas della nostra parrocchia e gli altri gruppi sempre disponibili per questo tipo di attività".