Chiodi al posto delle sigarette: il "pacco" di contrabbando

Un turista americano in vacanza a Napoli spera nell'affare e invece scopre di essere stato truffato all'aeroporto di Fiumicino.

Pensava di aver fatto l’affare, di essere lui il furbo. E invece un turista americano ha scoperto – e solo quando ormai era troppo tardi – che quella stecca di sigarette comprata a prezzo d’occasione in barba al monopolio di Stato italiano non era altro che un pezzo di polistirolo riempito di chiodi.

Qualche giorno fa, all’aeroporto di Fiumicino, un uomo di 47 anni di nazionalità americana è stato fermato per i consueti controlli pre-imbarco. Doveva partire alla volta di Vilnius, capitale della Lituania. Ma nel suo bagaglio c’era qualcosa che faceva impazzire gli scanner. Aperta la valigia, hanno trovato la stecca di sigarette. Ma dentro non c’erano i pacchetti di bionde, anzi. C’era un pezzo di polistirolo in cui erano stati conficcati alcuni grossi chiodi. Per appesantirlo e rendere “credibile” la truffa della stecca a buon mercato.

Scoperto l’inganno, il turista l’avrebbe presa con filosofia, reagendo nell'unico modo possibile all'imbroglio che aveva subito per colpa della sua pretesa furbizia.

Non è il primo caso del genere, anzi. La truffa del “pacco” è uno dei must dell’illegalità da strada ed è diventata – negli anni – anche un vero e proprio tema portante di film e letteratura “popolare”. Che però il “pacco” incrociasse i suoi destini con un altro fenomeno nazionalpopolare come il contrabbando di sigarette nemmeno rappresenta un’originalissima novità.

Risale a circa un anno fa, infatti, un’operazione delle forze dell’ordine che a Napoli scoprirono il nuovo trend in fatto di piccole truffe da strada. E durante un blitz dei vigili urbani vennero trovate le (presunte) sigarette al polistirolo messe in vendita a sprovveduti turisti a piazza Garibaldi.