"Chiuso in attesa di miracolo": la protesta dei cittadini nel paese senza parroci

A Bagni di Lucca, in Toscana, c'è un solo sacerdote per circa 6mila abitanti. I cittadini fanno appello al vescovo, ma le chiese restano chiuse. Colpa del calo delle vocazioni

Seimila abitanti, 25 frazioni e altrettante chiese. Quasi tutte chiuse. A Bagni di Lucca, località termale della Garfagnana, non ci sono più parroci. O meglio, dei quattro rimasti, due sono troppo vecchi e il terzo è gravemente malato. Insomma, tocca ad un solo sacerdote prendersi cura di migliaia di anime.

Ma il rapporto è evidentemente sproporzionato. E così i fedeli esausti hanno dato vita ad una rivolta silenziosa per chiedere al vescovo di mandare nuovi “pastori” a Bagni di Lucca. A parlare, infatti, sono stati dapprima i cartelli, affissi sui portoni sbarrati delle parrocchie: “Chiuso per inutilità”, “Chiuso per troppa teoria e poca pratica”, “Chiuso in attesa di miracolo”.

Ed in effetti è proprio in un intervento divino, come racconta Flavia Amabile in un reportage pubblicato sul quotidiano La Stampa, che confida la maggioranza dei cittadini. Visto che, convocato dagli abitanti del paese, l’arcivescovo di Lucca, Italo Castellani, si è limitato a proporre di spostarsi per andare a messa nella sua città. Del resto, la crisi delle vocazioni non lascia spazio a soluzioni differenti. In più di duemila ogni anno lasciano l’abito. Numeri, questi, che già nel 2016 suscitarono la “disperazione” di Papa Francesco.

Per ora a rimuovere i segni dell'abbandono dalle chiese della diocesi ci pensano i laici. Ma la preoccupazione è che, continuando su questa strada, le comunità perdano i loro punti di riferimento e che i piccoli centri possano progressivamente spopolarsi. Qualcuno teme addirittura che, come è già accaduto in altre zone, i luoghi di culto cristiani possano essere sostituiti da quelli di altre confessioni.

Secondo i dati resi noti dal quotidiano torinese, inoltre, il problema non è circoscritto a Bagni di Lucca. Quella della carenza di religiosi è una piaga che affligge l'intera diocesi, dove, in media, c’è un solo sacerdote ogni due parrocchie. E complice il fatto che le frazioni sono molto lontane fra loro o sperdute fra le colline, sono in tanti a rimanere senza il conforto dell'eucaristia. Per questo i cittadini sono decisi a combattere. E, annunciano, che presto scriveranno anche al Papa.

Commenti
Ritratto di mbferno

mbferno

Mar, 13/02/2018 - 18:59

Eh si,ci vuole proprio un miracolo per invertire la tendenza alla chiusura delle chiese: uno di questi potrebbe essere che il pampero se ne andasse verso altri lidi....un altro che vescovi e cardinali non si impicciassero piu' di politica.

fifaus

Mar, 13/02/2018 - 19:33

Beh, Cecco potrebbe dare il buon esempio e andare a fare il curato nel più sparuto paese dell'Appennino.Ci guadagneremmo tutti, anche la Chiesa!

tosco1

Mar, 13/02/2018 - 19:42

Se il capitano va fuori rotta,finisce per avventurarsi troppo sotto costa, ed il naufragio diviene quasi inevitabile. Tutti se ne vanno, e l'ultimo chiuda la porta.

amicomuffo

Mar, 13/02/2018 - 22:41

La soluzione c'è ma da quell'orecchio la Chiesa non ci sente, non è un dogma:"fate sposare i preti!" Vedrete che gente timorata di Dio accorrerà, del resto anche molti apostoli non erano sposati? Ma la vile pecunia, vale di più ed allora prendetevi le scarse vocazioni ed i preti anziani. Del resto anche molti preti ortodossi non sono sposati? Anche se non possono ambire ad alte cariche.

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Mer, 14/02/2018 - 00:37

Tanto lì sono tutti komunisti, non vanno in chiesa.

maurizio50

Mer, 14/02/2018 - 08:21

Perchè non ci vanno i tromboni della CEI a fare i Parroci?? Primo tra tutti certo Mons. Galantino!!!!!