Ci salva la saggezza delle vecchie zie

Nella guerra generazionale gli inglesi over 60 hanno votato per uscire dalla Ue

Ci salveranno le vecchie zie, diceva Leo Longanesi. Ci salveranno i vecchi inglesi, potrei dire io. Correvano gli anni Cinquanta e il grande conservatore romagnolo vedeva in certe parenti attempate il simbolo del decoro, della morale, della dignità, e quindi un baluardo, per quanto già eroso, contro l'avanzare di una borghesia americanizzata e senza ideali, che inseguiva l'ultimo modello di automobile per sentirsi perennemente giovane. Io, che sono un conservatore emiliano, vedo negli ultraquarantenni della provincia inglese che hanno votato Brexit la speranza di un ritorno delle patrie, delle culture locali, delle lingue nazionali, contro il meticciato universale dove tutti sono intercambiabili e perciò nessuno ha davvero valore. Ultraquarantenni, avete capito bene. I commentatori più ligi a Bruxelles hanno straparlato di un voto dei vecchi contro i giovani, dimenticandosi che il Leave ha prevalso a partire dai 44 anni di età: si è vecchi a 44 anni? Lo sgambetto dei nonni alle nuove generazioni ha scritto l'europeista trinariciuto Beppe Severgnini: conosce forse molti nonni di 44 anni? Il giornalista del Corriere più che un commento ha scritto una pagina di insulti: quella dei sovranisti sarebbe la «Decrepita Alleanza» sostenuta dai «cittadini meno istruiti». Vecchi e ignoranti e probabilmente rimbambiti. Come se i ventenni cresciuti con le Playstation garantissero chissà quali superiori capacità di riflessione. Oltre che tanta maleducazione ci vuole tanto coraggio per definire decrepite persone di quindici anni più giovani (Severgnini fra pochi mesi ne compie sessanta) e spero che Elizabeth Hurley, la divina creatura che più si è spesa per la Brexit, la prossima volta che incontra il corrierista gli rifili una sberla come si usa con gli screanzati. Decrepita la Hurley? Guardatevi la foto che ha postato nelle ultime ore di campagna referendaria, coperta solo da un cuscino stampato con i colori della Union Jack, e verificate quanto si possa essere fulgidi a 51 anni (sì, è nata nel 1965). Ma in giro per la rete ho letto perfino di peggio, qualcuno è arrivato a formulare questa domanda retorica: «Un pensionato dello Yorkshire cosa può vedere della vita se non l'orizzonte limitato che gli resta?». E sotto una simile uscita non vi dico quanti like di approvazione. Se questi giovanilisti multiculturalisti fossero coerenti dovrebbero chiedere che agli anziani venga sottratto il diritto di voto. E pensare che per migliaia di anni la canizie è stata un segno di saggezza, che Dio Onnipotente e Onnisciente è sempre stato rappresentato con la barba bianca... Ma anche nel passato ci fu un periodo giovanilista, era quello in cui per strada si cantava «Giovinezza giovinezza/ primavera di bellezza». E dai balconi, come oggi dalle pagine del Corriere e dai social network, si tuonava contro la Perfida Albione.

Commenti
Ritratto di Omar El Mukhtar

Omar El Mukhtar

Dom, 26/06/2016 - 22:43

Si, ma speriamo che a breve passino a miglior vita.

cgf

Lun, 27/06/2016 - 10:28

non sono per nulla d'accordo!! le 'zie' che hanno votato oggi sono le stesse persone che votarono nel giugno del 1975 per il SI all'ingresso nella EU. Allora oltre il 60% degli aventi diritto partecipò ed i SI vinsero per due terzi. NB i trentenni non erano ancora nati. Andrebbero cercate le ragioni che hanno spinto a cambiare idea piuttosto, no? Cosa ha fatto la EU per convincere i giovani a votare? è qui la risposta.