Cocaina tra peluche e vestiti: così i narcos "bucano" l'Italia

Nell'area Cargo di Malpensa ogni giorno vengono controllati migliaia di pacchi: le droghe sono nascoste nei modi più impensabili

A Malpensa Cargo transita più della metà del traffico merci aereo italiano, con 120 voli settimanali e 572 milioni di tonnellate atterrate nel 2018. Nei magazzini dello scalo aeroportuale lombardo tra il via vai di camion e muletti, montagne di pacchi, scatoloni e buste, lavorano gli uomini della Guardia di Finanza. Una realtà complessa, nella quale è fondamentale l'analisi di rischio condotta dai militari sui passeggeri e sulle rotte più "calde", oltre all'imprescindibile apporto delle unità cinofile. Entrando nel capannone all'interno degli spazi doganali dello scalo, troviamo le squadre operative che quotidianamente effettuano accertamenti e ispezioni sulle merci e sulle spedizioni postali, in modo "scientifico". Il tutto, infatti, avviene secondo una logica e un'esperienza che porta i finanzieri a passare al setaccio certi scatoloni, già solo leggendo da dove proviene il pacco o il nome del mittente-destinatario. L'Est Europa, così come il Sud-America (terra di cocaina per eccellenza) o il Sud-Est Asiatico, per esempio, alzano il livello di guardia. (Guarda il video)

Le rotte della droga

Le Fiamme Gialle di Malpensa l'anno passato hanno sequestrato oltre 500 chilogrammi di sostanze stupefacenti: hashish, marijuana, cocaina ed eroina, su tutte. "Quest'ultima, insieme alle droghe sintetiche, ha fatto registrare una preoccupante impennata negli ultimi mesi", ci spiega il Tenente Colonnello Luigi Pardi, Comandante del Gruppo della Guardia di Finanza di Malpensa.

Poi, appunto, ci sono loro: i cani antidroga. Le unità cinofile sono una pedina importantissima nella lotta al narcotraffico, anche se l’ondata di nuove sostanze sintetiche riesce a sfuggire anche al fiuto canino. Un po' come la cosiddetta cocaina nera: "La mischiano con il carbone vegetale, così cambia colore e odore, eludendo i nostri cani e anche i narcotest di vecchia generazione" racconta Laura Tripoli, Comandante del 2° Nucleo Operativo.

Oltre ai più classici doppi fondi nelle valigie e agli ovulatori – che ingeriscono ovuli pieni zeppi di cocaina ed eroina –, i sotterfugi utilizzati dai mercanti della droga sono dei più impensabili: dai vestiti intrisi di sostanze, alla cocaina liquida nello shampoo, nelle bottiglie di liquore e di vino, passando per quella nascosta nei giocattoli, nelle noci di cocco e nelle scarpe.

A caccia della droga

Hashish, marijuana, cocaina, eroina, khat, Fentanyl, steroidi-anabolizzanti e di droghe sintetiche. In uno stanzino all'interno del magazzino, i finanziari passano al setaccio i sacchi individuati dall’analisi di rischio o dai cani della squadra cinofila comandate dal luogotenente Nunzio Loforese.

Nella manciata di minuti che trascorriamo al loro fianco, trovano pillole Viagra, fialette di Nandrolone e Testosterone, oltre a qualche grammo di hashish. "I militari riescono a individuare già dall’aspetto esteriore, toccando le spedizioni, cosa ci possa essere all’interno" ci dice Carlo Alberto Zambito, Comandante del 1° nucleo operativo della Guardia di Finanza di Malpensa.

Le identità del mittente e del destinatario del "pacco X" contenente la sostanza illegale vengono verificate con accertamenti investigativi ai quali seguono le analisi in laboratorio per appurarne la composizione chimica.