Coldiretti, dopo la crisi in Italia ci saranno due cuochi per ogni operaio

Cambiano le aspirazioni dei giovani: molti meno iscritti ai professionali industriali. In crescita enogastronomia e turismo

L'Italia del futuro avrà il doppio dei cuochi rispetto agli operai. È una proiezione di Coldiretti a tracciare i contorni della nuova forza lavoro del Paese, basandosi sulle nuove aspirazioni dei più giovani, che hanno moltiplicato le iscrizioni agli istituti professionali del settore enogastonomico e turistico, di fronte a una netta diminuzione di quanti optano invece per un indirizzo industriale.

Sono sempre di più i posti lavori offerti dal settore agroalimentare. Si parla di un 14% in più di assunzioni tra gli under 35 solamente quest'anno, e solamente per quanto riguarda l'agricoltura. Solo 20.435 i giovani che hanno scelto nel 2014 istituti per le produzioni industriali, la manutenzione e l'assistenza tecnica. Un calo che vale il 58% rispetto all'anno scolastico 2007/2008.

48.867 invece quelli che hanno optato per enogastronomia e ospitalità alberghiera. Un aumento che, sullo stesso periodo, vale il 18%. Molto meno ambito anche il ruolo di ragioniere, con gli iscritti agli istituti tecnici di amministrazione, finanza e marketing che arrivano ad appena 45.531 studenti.

Se l'alberghiero è per gli studenti delle medie superiori la seconda scelta, subito dopo il liceo, il boom nelle iscrizioni riguarda anche le università, dove Scienze agrarie, forestali e alimentari registra una deciso aumento, +72% dall'inizio della crisi.

"È la dimostrazione - scrive il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalco - che i giovani prima e meglio di altri hanno capito che l'Italia per crescere deve puntare su quegli asset di distintività nazionale che garantiscono un valore aggiunto nella competizione globale".